La Lega: né destra, né sinistra

Mercoledì, 30 dicembre 2009 - 20:30:00

Se si prendono per buone queste definizioni collocare la Lega all'interno di una o di quella categoria risulta praticamente impossibile. Sul versante riformista è indubbio che la Lega proponga un mutamento radicale del sistema politico. Del resto è la sua ragion d'essere: da sempre il movimento di Umberto Bossi chiede con forza (e con tentativi reali, vedi la Devolution) il passaggio da uno stato centralista (o lievemente regionalista, stando alla riforma del titolo V° della Costituzione del 2001) ad uno stato federalista. Ad essere pignolo potrei spingermi più in la e aggiungere che de facto è l'unico carattere riformista presente in Italia, dato che la sinistra tradizionale, in quanto a cambiamenti di sistema e a riforme non ha mai proposto, ne fatto nulla. In anni passati il carattere riformista era addirittura rivoluzionario, quando si parlava apertamente di secessione.

Dall'altro lato, e di egual peso, c'è però anche un aspetto nettamente conservatore, che è impossibile trascurare. Sul versate del contenimento di un immigrazione fino ad oggi sregolata e sulla preservazione delle tradizioni minacciate da un mondialismo tendente alla "tabula rasa" la Lega ha connotazioni marcatamente di destra. L'ultimo esempio è la battaglia per il mantenimento del crocifisso nelle aule, che lungi dall'essere una rivendicazione religiosa come è stata spacciata invece da certi media, è da ritenersi invece una battaglia marcatamente identitaria e conservatrice.

Riassumendo: alla domanda se la Lega sia di destra o di sinistra, la risposta più plausibile a questo punto è "fuori". Fuori dall'asse, che fra l'altro si rivela sempre più inadeguato a racchiudere  il gioco politico.

Un gioco politico che, con il languire degli stati-nazione e l'emergere di entità sovranazionali come l'Unione Europea, rischia di uscire presto dai binari canonici per spostarsi su un altro piano. Vista l'aria che tira, forse sta per generarsi una nuova frattura e quindi un nuovo corso politico. O magari, come spesso avviene nella storia, si potrebbe assistere ad un non del tutto imprevedibile ritorno alle origini: centro contro periferia, Unione Europea in contrapposizione a macro-regioni culturali ed economiche che presto potrebbero mal digerire certe decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza. Se così fosse la Lega, a dispetto delle accuse di antistoricità, potrebbe rivelarsi la forza politica geneticamente meglio predisposta alle mutate condizioni politiche a cui l'Europa va incontro. Chi vivrà, vedrà.

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