Lega/ Maroni: "Con Dozzo il gruppo ritrova la serenità"

MARONI, CON DOZZO GRUPPO RITROVA SERENITA' - Roberto Maroni si dice "davvero contento della nomina di Paolo Dozzo a nuovo capogruppo (al posto di Reguzzoni)". In un messaggio postato sul suo profilo facebook, all'indomani dell'annuncio del cambio alla guida dei deputati 'lumbard', l'ex ministro dell'Interno aggiunge: "Paolo e' un vero amico, con lui il gruppo parlamentare ritrova serenita' e voglia di lavorare tutti insieme". "Evviva, ha vinto la Lega, avanti cosi'", conclude. Il cambio alla guida del gruppo a Montecitorio era stato annunciato dallo Umberto Bossi, ieri in un'intervista alla 'Padania'.
LA VITTORIA DI MARONI - Alla fine ha vinto Maroni. Umberto Bossi annuncia a La Padania: Paolo Dozzo, "che è nella Lega da tanti anni e che aveva fatto bene assieme a Zaia quando era sottosegretario all'Agricoltura", sara' il nuovo capogruppo della Lega alla Camera al posto di Marco Reguzzoni.
MARONI, 'RESPINTO ATTACCO' - Il derby tra 'barbari sognanti' e 'cerchisti' "questa volta non finira' con il segno X", assicura una fonte leghista. A due giorni dallamanifestazione di domenica a Milano e dal consiglio federale del Carroccio, la Lega vive ore drammatiche. Tra scambi d'accuse, sms minacciosi e attacchi espliciti, le fazioni in campo non si risparmiano colpi, anche sotto la cintura. Roberto Maroni incassa i dividendi del tributo popolare di mercoledi' sera a Varese ("un'operazione contro di me che e' stata respinta al mittente") e rilancia la stoccata a Marco Reguzzoni sulla mozione Passera. "Non sono stato consultato - dice - se no avrei detto al capogruppo che era un errore presentare la mozione di sfiducia individuale", nei confronti del ministro dello Sviluppo.
"E' nell'ABC della tattica parlamentare - dice Maroni - che se presento una mozione di sfiducia contro un ministro o sono certo che lui si dimettera' prima, o sono certo di spaccare il fronte della maggioranza; se no gli faccio solo un favore, con il risultato di rafforzare il governo", attacca. La 'coabitazione' dei maroniani con il capogruppo e' ogni ora piu' difficile. Parlamentari di area maroniana fanno di nuovo trapelare che un passo indietro di Reguzzoni, e' praticamente scontato e archiviano come "assolutamente esclusa" la possibilita' circolata ieri che a sostituire Reguzzoni possa essere Daniele Molgora. Resterebbero invece piu' alte, dicono, le quotazioni di Gianpaolo Dozzo.
I maroniani mostrano ai giornalisti, un 'sms' bellicoso che un deputato molto vicino al 'cerchio magico' avrebbe inviato ad alcuni militanti: 'Loro avranno i maroni, ma noi abbiamo le palle. Se fan casino in piazza, il congresso glielo facciamo fare al Niguarda' (ospedale di Milano). E, dopo piu' di tre mesi di silenzio, e' tornata a farsi sentire la 'velina verde' anti-maroniana, con un lungo post al vetriolo in cui si accusa l'ex titolare di essere "il Fini della Padania" ("Giuda in confronto non era nulla, parricida"). La guerra di posizione in vista di domenica si gioca lontano dai palazzi della politica romana, il gruppo dirigente del Carroccio e' invece tutto in via Bellerio. Nella sede milanese, nel pomeriggio, sono arrivati tra gli altri, Bossi, Maroni, Roberto Calderoli, Reguzzoni e Federico Bricolo. Riunione tesa, la prima dopo gli insulti della base al capogruppo.
Ed e' comunque la posizione non ancora definita di Bossi a lasciare militanti e gruppo dirigente in attesa. Chi ha avuto modo di parlare con il 'capo' in questi giorni, dopo la serata di Varese, descrive un Senatur infastidito dall'entusiasmo dimostrato dai militanti nei confronti dell'ex ministro dell'Interno. Malgrado gli applausi della platea al leader storico e fondatore della Lega il protagonista di Varese e' stato il 'Bobo': per la prima volta l''allievo' ha rubato la scena al maestro. E, senza una posizione chiara di Bossi, il rischio e' che il messaggio della piazza domenica non sia piu' Lega contro governo, ma diventi Lega contro Lega.


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