Dallo zar Medvedev a super-Silvio. Le pagelle di Affari ai leader mondiali

Lunedì, 15 febbraio 2010 - 08:30:00


"Obama promosso, sta facendo un onesto compitino scolastico. Ma la vera sorpresa è il presidente russo Medvedev, meno male che doveva essere un burattino di Putin...". Il semiologo Alessandro Amadori (Coesis Research) sceglie Affaritaliani.it per dare le pagelle ai leader mondiali. "Sarkozy 7, è un po' il Jean Paul Belmondo della politica mondiale". La Merkel? "E' l'anti-Nicolas. E' quasi un alieno da fantascienza, atipico rispetto agli altri leader".  "Sette a Berlusconi. E' l'unico personaggio dotato del consenso e delle legittimità per portare avanti il Paese". "Brown è pasticcione. E' come se avesse importato in Gran Bretagna i difetti del nostro Paese". "A Jintao do 5 sul lato etico-morale e 8 per la capacità di dare un valore strategico al Paese". "Ahmadinejad 4 su tutti i fronti. Potrebbe rappresentare l'antogonista ideale in qualunque film di James Bond".

LE PAGELLE DI AMADORI

Barack Obama
Barack Obama

Barack Obama, 6 e mezzo. E' un onesto compitino scolastico ben fatto. Il presidente americano è promosso ma rispetto alle attese di una maggiore incisività decisionale ha un po' deluso. Certo, i problemi sono complessi, ma è stato poco incisivo sulla capacità di prendere decisioni anche forti in momenti di grande difficoltà. Mi sarei aspettato di più.



 


Zapatero
José Luis
Rodrìguez Zapatero

José Luis Rodrìguez Zapatero, 5. Il premier spagnolo è un primo della classe che si trova rimandato e a rischio bocciatura. Il secchione che alla fine viene stroncato.








Nicolas Sarkozy
Nicolas Sarkozy
Nicolas Sarkozy, 7
, è un po' lo Jean Paul Belmondo della politica mondiale. E' l'opposto di Obama. Il presidente Usa lo abbiamo preso tutti sul serio e involontariamente anche sopravvalutato. L'opposto capita con il presidente francese. Non lo prendiamo sul serio perché ha un po' la faccia da guascone, è un personaggio esagerato, eccessivo in tutto come il nostro premier e invece quatto quatto ha fatto pesare la Francia sullo scacchiere internazionale. Mantiene il Paese nel suo dorato isolamento che crede ancora nei campioni nazionali, nello Stato che aiuta le imprese. E pur sembrando un attore della commedia francese, alla fine fa gli interessi della Francia.

Berlusconi telefono
Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi, 7
per ragioni simili a quelle di Sarkozy. Volente o nolente è l'unico personaggio dotato del consenso e delle legittimità per portare avanti il Paese. Senza di lui sarebbe difficile immaginare una leadership con un sufficiente carisma nel paese. Il Cavaliere rimane il perno del sistema politico italiano. In politica estera ha preso delle decisioni coraggiose, si pensi al discorso sull'Iran che ha avuto anche un costo economico. Ha dato un'impronta alla politica internazionale italiana netta, anche con elementi di coraggio basata su valori e su una filosofia di posizionamenti del paese nello scacchiere.

Angela Merkel
Angela Merkel

Angela Merkel, qualche mese fa le avrei dato 8. Per l'orginalità. Oggi la Cancelliera tedesca è in declino ma resta una persona che ha saputo proporre un modello diverso di gestione del sistema paese: è razionale, è l'anti-Sarkozy. Non è guascona, piaciona, per niente estroversa. E' un tecnico, laureata in fisica, razionale, seria. E' quasi un alieno, un modello al limite della fantascienza, molto originale, atipico rispetto agli altri leader. E' una creatura di laboratorio rispetto agli altri capi che si caratterizzano per il loro protagonismo. Angela è una rete neutrale, un computer. In una politica in cui domina l''io', non propone nemmeno il 'noi', ma l'it inglese, il pronome neutro. E' affascinante.

Gordon Brown
Gordon Brown

Gordon Brown, 5, pasticcione, caotico, italiano. E' come se avesse importato in Gran Bretagna i difetti del nostro Paese. Ondivago, non si capisce che idea di paese abbia in mente. L'opposto di quello che mia sarei aspettato dal governo di Sua Maestà. Meno male che c'è Elisabetta. Dio salvi la Regina.





Wen Jiabao e Hu Jintao
Wen Jiabao-Hu Jintao

Hu Jintao, il presidente cinese è un enigma. Esiste o è una creatura mitologica? Governare un paese di 1 miliardo e 300 milioni di individui con un misto di sfrenato capitalismo e di residui di tipo comunista e riuscire a tenere in piedi il Paese non è facile. Sul fronte delle democrazia insufficiente, dal punto di vista paese 6. Darei due voti: sulla parte etico-morale 5, la Cina rimane una dittatura con atteggiamenti neo-imperiali. Però gli darei 8 sul piano della capacità di dare un valore strategico al Paese. La Cina si sta conquistando l'Africa, si sta mettendo in cassaforte le riserve di materie prime per i prossimi decenni. Hu è un vero erede di Mao, è un timoniere pragmatico, cinico, abile. Ma resta il capo di un regime autoritario.

Ahmadinejad (Foto Ap)
Mahmoud
Ahmadinejad

Mahmoud Ahmadinejad, 4 su tutti i fronti. Il presidente iraniano non solo sta mettendo a rischio la vita degli altri ma l'indennità, l'integrità, la saluta economica, politica, demografica-esistenziale del suo paese. Fa tristezza vedere un grande paese, culla della civiltà, ridotto a una brutta copia dei regimi europei del XX secolo. Ahmadinejad è molto caratterizzato come personaggio, potrebbe rappresentare l'antogonista ideale in qualunque film di James Bond. Svolge un ruolo semiotico che nella storia qualcuno deve ricoprire: l'anti-eroe.



Medvedev
Dmitrij Medvedev

Dmitrij Medvedev, 8. Merita il voto più alto. E' l'opposto di Obama, doveva essere burattino di Putin, un personaggio fantoccio, testa di legno, nato sotto i peggiori auspici. Il non-protagonista, il non-decisore, il non-leader, una controfigura. E invece l'impressione è che il suo ruolo lo abbia svolto eccome. Gettando acqua sul fuoco su alcuni problemi che ha la Russia. Fino a qualche tempo fa il paese sembrava una pentola sul punto di esplodere e invece oggi si è sbollita, è un paese più normale. Medvedev è la Merkel russa, la vera sorpresa del 2009.

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