Le richieste della Lega

Martedì, 21 giugno 2011 - 12:31:00


Di Renzo Modiano

  Poche ore prima della fatidica domenica di Pontida  ho scritto. "Nessuno ha mai potuto conciliare la protesta radicale con la partecipazione ad un governo condiviso con partner per nulla orientati verso gli stessi obiettivi. Questa è la realtà, la storia del Comunismo, fatto di ben altra pasta e di ben altro spessore, lo ha dimostrato in maniera eclatante e univoca, in Italia e in Europa." E in sintesi concludevo che ormai il percorso della Lega accanto al PDL volgeva drasticamente al termine, pena lo sfarinamento del movimento in una miriade di rivoli. E dicevo che il discorso di Bossi sarebbe stato ultimativo.

    Ora leggo che molti commentatori, se non tutti, ieri asserivano che si è fatto "tanto rumore per nulla". Dunque avrei cannato la previsione e tutto si sarebbe concluso con l'ennesimo terzultimatum di Bossi, troppo attaccato a Roma e a Berlusconi per potersene allontanare.

   A rischio di apparire presuntuoso, mi permetto di dare una diversa interpretazione del discorso di Bossi. Ma mi sia concessa, prima, una precisazione: alludendo ad un  discorso ultimativo non pensavo ad un protocollo preciso con scadenze non trattabili  poste a distanza di 24, 72 ore. Non avevo ritenuto necessario specificare che non sarebbe stato in quei termini l'ultimatum per la semplice ragione che una mossa simile sarebbe stata devastante per l'immagine di Bossi e di tutto il suo movimento. Puntare una pistola carica alla tempia di Berlusconi e pretendere che facesse subito tutto quello che gli chiedeva di fare non sarebbe stato un errore, sarebbe stato un suicidio. Un abbandono tanto brutale di un alleato, dopo venti anni di una totale condivisione di percorso, uno sganciamento così arrogante da parte di un partner (peraltro minoritario) solo per aver ricevuto un paio di ceffoni, sarebbe stato veramente un tradimento brutale e imperdonabile.

   Non è così che ci si muove quando ci si vuole separare. Ci vuole un po' di tatto e di diplomazia. Di bon ton, oserei dire, che a Bossi non manca, come ha mostrato informando tutti che con Berlusconi era già tutto concordato , ma poi "si è cagato sotto".

Battute a parte e badando alla sostanza: insistere sul trasferimento al Nord di quattro ministeri (di cui nessuno si è mai preoccupato sino a ieri) sapendo che se Berlusconi accetta svanisce il PDL da Roma in giù. Pretendere la riforma fiscale entro l'estate, senza avanzare una sola idea su come reperire i fondi necessari, non è un'altra mossa coercitiva? Ancora, chiedere un alleggerimento delle riscossioni dagli evasori, che è come dire a quei ladri che lo Stato continuerà ad essere distratto e comprensivo con loro, aiuta Tremonti? Quell'ennesimo messaggio, che sa di condono nel momento in cui la lotta all'evasione è l'unica arma (per quanto sgradevole) che ha il governo per fare cassa è un aiuto o un trabocchetto? Chiedere che entro quindici giorni l'Italia, partecipe di alleanze militari e su mandato dell'ONU, con decreto unilaterale, riduca il contingenti impegnati all'estero è una mossa facile da compiere, o un'altra missione impossibile?

  Pretendere tutto ciò adesso, mentre la folla di Pontida grida "Secessione", aiuta il partner di governo, o lo mette con le spalle al muro?
Affermare che Berlusconi potrebbe non essere il candidato a Primo ministro nel 2013, cioè la prossima volta, … è o no il colpo di grazia alla sua immagine?
 E via di seguito con altre pretese, tutte dure e scadenziate entro poche settimane. Mentre la platea scandiva: secessione, secessione!

  Francamente, faccio fatica e vedere Pontida come l'ennesima Ammuina, di napoletana memoria. Certo, la volontà di condividere ancora lo stesso destino è stata ribadita. Ci mancherebbe altro! Ma la musica è diversa e se Berlusconi non ottempererà a tutte, o quasi, quelle richieste, sarà stato lui a non rispettare i patti, a venir meno alle promesse… Allora, il distacco sarà giustificato, non sarà un tradimento. E' l'antichissimo gioco del cerino, senza contare che nel frattempo qualche Scilipoti deluso, qualche Pionati abbandonato potrà togliere le castagne dal fuoco rimuovendo dal volto di Bossi  l'ombra del traditore.

  Ma potrebbe esserci un altro motivo, più recondito, per preparare la caduta per l'autunno. La sinistra, che ha fatto l'unico passo concreto verso il federalismo, commettendo, però, l'errore di farlo senza coinvolgere la Lega per consentirle di presentare l'evento anche come una sua conquista, sembra disposta a pagare un prezzo a Bossi perché faccia cadere Berlusconi. Ovviamente, senza allearsi e ancor meno andare insieme al governo. Allora, perché non cercare di riscuotere qualcosa da chi domani sarà in grado di dare, mentre Berlusconi non può più offrire alcun che? Riscuotere un altro passo simbolico verso il federalismo: una maggior definizione e concretezza del Federalismo Fiscale, per esempio, o chissà che, pur che suoni bene e lo si possa vendere come un progresso verso la meta, mai determinata e mai definita, come abbiamo visto.

   Sarebbe l'ennesimo esempio di successo da parte di un movimento rivoluzionario…. in quanto estraneo al Potere.  E' così che sono avvenute le conquiste reali dei contestatori radicali.
    Lo sanno bene i più scaltri teorici delle rivoluzioni estreme, anche se non lo ammetterebbero mai, neppure sotto tortura.

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