Le Regioni promuovono la manovra: “Finalmente siamo stati ascoltati”

"Monti ci ha ascoltato su sanita' e tpl, ma ora bisogna andare avanti: se non si realizza un meccanismo di relazioni positivo tra Governo ed enti territoriali questo paese non va avanti. Il primo passo e' comunque positivo". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7. "Su sanita' e tpl il confronto col Governo e' stato reale e non formale - ha ribadito Errani - e ha cambiato qualcosa: non c'e' piu' l'insostenibile taglio alla sanita' e non c'e' piu' il 75% del taglio dei fondi del tpl". Quanto alle misure per lo sviluppo, "ci sono risposte, in particolare al problema dei problemi rappresentato dal credito alle imprese: se mettiamo in rete il fondo di garanzia con i Confidi a livello regionale, rendiamo piu' facile l'accesso al credito alle piccole e medie imprese", ha continuato il governatore, per il quale alle misure dovrebbe aggiungersi "per i prossimi tre anni, un miliardo all'anno di allargamento del patto di stabilita' per i progetti degli enti locali". Altri segnali importanti, secondo Errani, sono "la riduzione dell'Irap per il lavoro, soprattutto dei giovani e delle donne". Da Errani però anche qualche critica: 'Il Governo Monti deve fare di piu' soprattutto sul tema della tracciabilita'. Attraverso l'informatizzazione e' possibile avere un sistema di controlli che, con gli incroci, riesca a produrre quel clima culturale di maggiore fedelta' fiscale che e' il problema del paese'.
"Sotto il profilo della distribuzione dei sacrifici tra i diversi livelli istituzionali, nella manovra di Monti vedo maggiore equità rispetto alle precedenti", "abbiamo 'salvato' la sanità e forse il trasporto pubblico locale. Le pare poco? Certo, avremmo preferito un'accisa sulle sigarette piuttosto che l'addizionale regionale Irpef, ma tutto sommato abbiamo centrato l'obiettivo. Sui trasporti, invece, l'esito è ancora incerto, ma la buona notizia è che dovrebbero saltare i cinque miliardi di tagli ai trasferimenti previsti per il comparto Regioni. In attesa di vedere le carte finali, rimane il giudizio positivo". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni commenta in una intervista al Corriere della Sera la manovra economica. Sottolinea che "questo governo ha saputo ascoltare le nostre ragioni. Nelle precedenti Finanziarie il 60% dei tagli gravava sulle Regioni e sugli enti locali. Da questo punto di vista non possiamo non notare la differenza". E sulle pensioni commenta: "Capisco le ragioni dei sindacati e condivido le sofferenze che circolano anche nel nostro partito, tra la nostra gente. Ma questa manovra nasce dalla necessità di evitare il default e difendere così i patrimoni di tutti gli italiani. Si rischiava di far saltare l'euro, non so se mi spiego? Si rischiava cioè di perdere il 40 per cento della ricchezza di tutti. Abbiamo il dovere di spiegare le ragioni che hanno portato a questa manovra. Le stesse poi che saggiamente indussero Berlusconi a rimettere il mandato. E abbiamo il dovere di dire che ora tocca all'Europa fare la propria parte e alla Bce di iniziare a difendere l'euro".


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.





































