Lazio/ Video hard, Marrazzo ricattato
Quattro carabinieri sono stati arrestati a Roma per l’estorsione ai danni del presidente della regione Lazio, Marrazzo, del Pd. I quattro, arrestati dai Ros, secondo l’accusa avevano messo in pedi una associazione a delinquere specializzata in estorsione a personaggi pubblici. MaRrazzo sarebbe stato ricattato con la minaccia di diffondere un video in cui era ripreso durante un incontro intimo: prezzo, 80 mila euro. Marazzo, interrogato in Procura, ha detto di non avere mai avuto la percezione che i 4 fossero carabinieri. L’inchiesta è nata da un’altra indagine giudiziaria con delle intercettazioni telefoniche. 
Piero Marrazzo
Per quattro volte, l’esponente istituzionale secondo gli investigatori avrebbe pagato 20 mila euro (80 mila in tutto) perché quel video in cui si racconta una sua relazione privata non venisse distribuito. Ma interrogato il governatore avrebbe sempre smentito di aver ceduto al ricatto. La banda prende contatti con una società di produzione di Milano, per tentare di vendere una copia di quel filmato.
RICATTATO E RAPINATO. Da quanto trapela da piazzale Clodio Marrazzo non sarebbe stato solo ricattato, ma anche rapinato dai carabinieri dei soldi che aveva nel portafogli durante il blitz. Lo avrebbe detto lo stesso politico ai pm quando è stato interrogato come parte offesa. Per questo motivo i militari fermati devono rispondere di rapina, violazione della privacy, violazione di domicilio ed estorsione.
Stando all'informativa che i carabinieri hanno trasmesso in procura, quattro assegni, per un importo complessivo di circa 50mila euro, sarebbero stati staccati dal carnet di Marrazzo per mettere a tacere il tentativo di ricatto. Assegni mai incassati e forse spariti dalla circolazione. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il giorno del blitz due carabinieri avrebbero sorpreso Marrazzo nell'appartamento privato, mentre altri due sarebbero rimasti fuori in attesa.
Accertamenti sono ancora in corso per capire chi abbia girato il video (già acquisito dai magistrati e della durata di alcuni minuti) e che destinazione avesse. Chi indaga ritiene che il documento era già stato proposto ad alcune testate giornalistiche e società di produzione. Forse era destinato a Milano e sarebbe finito nelle mani di un mediatore. Altre indagini verranno sviluppate per capire di chi fosse la droga (pare cocaina) trovata nella casa dove i carabinieri hanno trovato Marrazzo. La procura di Roma tiene a sottolineare "la massima collaborazione avuta dall'Arma dei Carabinieri, la cui investigazione è stata rapidissima e precisa". In procura si precisa che "in questa vicenda non esistono mandanti né complotti di alcun tipo. Il caso va inquadrato in un ambito di criminalità comune".
"CONTINUERO' CON DETERMINAZIONE" - "Per quanto mi riguarda, pur con grande amarezza, continuerò con serietà e determinazione il mio lavoro fino all'ultimo giorno della legislatura". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, entrando a Palazzo Chigi. Il presidente della Regione, pronunciate queste parole, non ha aggiunto altro rinunciando a rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se la sua ricandidatura alla Regione Lazio fosse ancora in piedi.
Ma poi ha sottolineato: "Mi auguro che si arrivi al più presto al chiarimento di tutti gli elementi di questa vicenda che definirei surreale e di cui, vi ricordo, io sono vittima". E ancora: "Quanto è successo è un atto di una gravità inaudita e dimostra che nel nostro Paese la lotta politica ha raggiunto livelli di barbarie intollerabili". Con la voce rotta dall'emozione e gli occhi lucidi Marrazzo ha aggiunto: "Non è la prima volta che si scatena contro di me un attacco che mi colpisce personalmente e politicamente. Ho una famiglia alla quale tengo più di ogni altra cosa e che voglio preservare con tutte le mie forze".
E infine: "Da questo momento, di questo argomento parleranno esclusivamente i miei legali. Sono dispiaciuto che questa bruttissima storia veda coinvolti alcuni carabinieri. Voglio comunque rivolgere un ringraziamento all'Arma e alla magistratura per il lavoro svolto".
"SONO AMAREGGIATO". "È stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l'uomo Marrazzo per colpire il Presidente Marrazzo". È questo il primo commento del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo all'arresto dei carabinieri. Il Presidente aggiunge solo che "ringrazia la magistratura e la stessa Arma dei carabinieri per la serietà del loro operato. Non sono mai stato contattato" dai quattro carabinieri, arrestati dai colleghi dei Ros, che sarebbero autori della tentata estorsione". Il Presidente aggiunge solo che "ringrazia la magistratura e la stessa Arma dei carabinieri per la serietà del loro operato".
CARABINIERI INTERROGATI SABATO. Saranno interrogati sabato mattina, nel carcere di Regina Coeli, i quattro carabinieri fermati GIOVEDì in quanto accusati di aver ricattato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, minacciandolo di divulgare un video che lo riprenderebbe durante un incontro privato. Il procuratore Giovanni Ferrara, l'aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli hanno infatti chiesto al gip Sante Spinaci di convalidare il fermo dei quattro militari e di emettere contestualmente un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei loro confronti.
MARRAZZO/ LABOCCETTA (PDL): ORA A LUI 'DIECI DOMANDE'... - Sulla vicenda Marrazzo i giornali, "purtroppo, mostrano una cautela che non è stata affatto adottata in altri casi". Lo dice Amedeo Laboccetta, deputato Pdl e componente della commissione parlamentare Antimafia, che aggiunge: "Sto preparando e inoltrerò al presidente Marrazzo dieci domande, ispirandomi a quelle del quotidiano Repubblica... Noto un certo doppiopesismo nella rappresentazione di fatti in cui Marrazzo potrebbe aver esposto l'istituzione che rappresenta".
LE ALTRE REAZIONI/ "E' un vicenda che parla da se'. Ci sono gia' stati provvedimenti dell'autorita' giudiziaria, i ricatti vanno condannati e puniti". Cosi' ai microfoni di CNR Media il segretario del Partito Democratico Dario Franceschini ha commentato la notizia di un tentato ricatto al governatore del Lazio Piero Marrazzo. "Conosco Marrazzo come una persona seria che ha fatto bene il presidente della Regione, altri ragionamenti sugli effetti di quesa vicenda in vista delle elezioni regionali sono prematuri", ha aggiunto.
Per Walter Veltroni, "la vicenda di cui il presidente Marrazzo e' stato vittima e' oscura e inquietante". Per questo, ha dichiarato l'ex segretario del Pd in una nota, "voglio innanzitutto esprimergli vicinanza umana. E, naturalmente, solidarieta' politica, nel momento in cui sotto attacco e' un presidente della Giunta regionale che ha lavorato e lavora con impegno e importanti risultati per il Lazio".
Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha diffuso una sua lista di domande al presidente della regione Lazio Piero Marrazzo per il tentativo di ricatto che ha subito. "Leggo con sconcerto le notizie che riguardano Marrazzo", ha detto in una nota, "in un'Italia in cui per tante personalita' non e' esistita privacy o tutela della riservatezza e' opportuno capire meglio i contorni di questa vicenda". Dunque, ha chiesto, "Marrazzo e' stato ricattato e perche'? Puo' fare il presidente della Regione una persona sotto ricatto? Marrazzo aveva denunciato i ricattatori? Che c'e' in questo video di cui si legge? Alcuni giornali scrivono di singolari incontri e circolano le voci piu' disparate. Marrazzo e' in grado di smentire questi fatti? E' vittima di un attacco a base di menzogne o no? E certi giornali, che su altri fronti si sono rivelati implacabili custodi della moralita' pubblica, faranno su Marrazzo le inchieste che hanno dedicato ad altri argomenti?".
Per Gasparri, "la pubblica opinione deve sapere, non solo perche' siamo alla vigilia delle elezioni regionali, ma perche' sono in corso le primarie del Partito Democratico. A Castellammare di Stabia iscritti al partito di Franceschini si rivelano killer che hanno ucciso un esponente dello stesso partito. A Roma esplode questa vicenda che pare difficile classificare come gossip". Ora, ha insistito, "vincera' il doppiopesismo? In alcuni casi banali vicende vengono enfatizzate per mesi e mesi e in questo caso un mistero inquietante non dovrebbe essere conosciuto facendo passare per vittima chi deve dimostrare di esserlo stato realmente? In ogni caso, se l'estorsione non e' stata denunciata ma subita e la verita' dei fatti si e' appresa solo grazie a indagini su altre vicende, il problema resta e appare enorme". Insomma, ha concluso, "la questione non si puo' chiudere con il vittimismo, bisogna conoscere la verita'. Se qualcuno ha questo video lo tiri fuori per far capire a tutti se e' vero o falso, e chi sono le vittime e chi i protagonisti di comportamenti inquietanti".
"Non c'e' nulla da commentare, esprimo solidarieta' al presidente Marrazzo perche' la merita come tutte le persone che sono oggetto di ricatto o estorsione". Lo ha detto questa mattina il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine di un incontro in Campidoglio, commentando il caso che vede coinvolto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che sarebbe stato ricattato da alcuni carabinieri in possesso di un filmato a luci rosse che lo riguardava.
"La vicenda del tentativo di ricatto ed estorsione nei confronti del Presidente Marrazzo e' inquietante". Lo dichiara Roberto Morassut, segretario del PD Lazio. "Vanno ringraziate - prosegue Morassut - la magistratura e l'arma dei carabinieri per aver scoperto e sventato tempestivamente l'operazione criminale ai danni del Presidente e cittadino Piero Marrazzo. Siamo vicini a Marrazzo come Presidente e come uomo per averlo conosciuto in questi anni e apprezzato come politico, amministratore e come persona". "Ci auguriamo - conclude Morassut - che la vicenda venga chiarita al piu' presto in tutti i suoi effetti penali e che non si cada nella tentazione di una strumentalizzazione preelettorale per bassi calcoli politici".
"Esprimo la mia solidarieta' a Piero Marrazzo, vittima di una vera e propria aggressione e di un incredibile ricatto. Continui serenamente a svolgere, come ha fatto finora, il suo lavoro, sapendo che puo' contare sull'affetto e la stima di tutti noi". Cosi' il candidato alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani, esprime la sua solidarieta' al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.


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