Lazio/ Onorevoli trombati e neo promossi e salvataggi in corner

Mercoledì, 31 marzo 2010 - 11:00:00

polverini
Renata Polverini
Di Fabio Carosi


ROMA – Vae victis: guai ai vinti. Chi veramente si frega le mani sono i traslocatori. Il giorno dopo l’ufficializzazione della vittoria di Renata Polverini, nelle due sedi della Regione Lazio il centrosinistra cerca scatoloni e spago per liberare gli uffici; il centrodestra vittorioso prepara la cartella per occupare le poltrone ancora calde.
Vincitori e vinti, sorrisi e lacrime e tanti disoccupati della politica. Partiamo dai dati notevoli. Più che di scarsa affluenza, nel Lazio e in particolare a Roma, si può parlare di fuga dalle urne. I romani in particolare – come Affaritaliani.it aveva anticipato – sono andati al mare, sono rimasti a casa. Insomma, quattro su dieci hanno detto no a questa politica regionale, forse nauseati dallo scandalo Marrazzo; forse ancora allontanati dal pasticcio della lista Pdl e dalla sequenza incredibile di ricorsi ai tribunali. Fatto sta che a votare non ci sono andati. Se vale la teoria dell’analfabetismo di ritorno, molti forse non hanno neanche capito che si poteva votare.

Secondo elemento notevole: in testa ai pensieri di Renata Polverini più che la regione deve esserci Roma. Tra i 3 milioni di elettori della città è evidente una stanchezza politica che arriva a metà del mandato del sindaco Gianni Alemanno. In città la sinistra tiene bene almeno sino alle 23 e qualche minuto di lunedì, poi le truppe cammellate della provincia hanno fatto affluire con un ritardo - forse strategico - sezioni su sezioni tutte spostate a destra. Se Roma tradisce, l’ex Littoria è una certezza. Dunque Roma. Dove è vero che l’alibi dell’assenza della lista provinciale può far gioco, ma è fuor di dubbio che il gruppo di Emma Bonino in città prende il 49,29, mentre la spinta di Gianni Alemanno sulla Polverini avrebbe dovuto consegnare risultati diversi.  La congiunzione astrale che lega Comune e Regione sotto un’unica bandiera ha un precedente in Lombardia, dove prima della sconfitta di Penati, era stato creato l’asse che ha poi portato all’allineamento dei pianeti. Come a Milano, a Roma il povero Nicola Zingaretti è rimasto solo, assediato nel fortino della Provincia.

Terzo elemento notevole. La lacrimazione a sinistra salva gli “estremi”, compreso Tonino Di Pietro. L’Italia dei Valori festeggia la moltiplicazione dei voti. Nel 2005 erano 28 mila e 600, oggi sono più di 200 mila e garantiscono seggi a Giovanni Colagrossi, Vincenzo Marucci, Claudio Bucci e all’ex diessina Giulia Rodano.
Più a sinistra l’esordio della lista Sinistra Ecologia e Libertà premia gli assessori uscenti Filiberto Zaratti, e Luigi Nieri. C’è da segnalare anche il successo personale dell’astrofisica Margherita Hack, che con 1771 preferenze, ha preso l’unico seggio di Rifondazione. Qui dicono addio Salvatore Bonadonna e la giornalista Silvia Garambois che, da ex segretario del sindacato romano dei giornalisti, contava sull’appoggio dei colleghi. Mai fidarsi: ha preso 305 voti.

Ancora a sinistra, stavolta in casa Pd. Come Peter Pan sull’isola che non c’è, quello che resta del Pd è poca cosa rispetto alle ambizioni e alle speranze. Al momento di candidare la Bonino c’era chi diceva che la mossa era tatticamente giusta. Lo scandalo Marrazzo aveva azzoppato il partito, così se si fosse verificato il miracolo elettorale i meriti sarebbero stati dei concorrenti. In caso contrario avrebbe perso Emma. Eccoli i “ragazzi” del Pd o perlomeno ciò che resta del “laboratorio Roma” fondato da Goffredo Bettini. Guidati dal recordman Bruno Astorre, l’ex democristiano divenuto presidente del Consiglio Regionale, con lui sui banchi dell’opposizione il vicepresidente della Giunta Esterino Montino che più di una volta aveva fatto un pensierino come alternativa ad Emma Bonino e poi lex Udc Di Stefano, Enzo Foschi, il democristianissimo ed ex margherita Franco Dalia, il rugbista Mario Di Carlo e il sempreverde Tonino D’Annibale. Nel Pd rimangono fuori personaggi storici come Daniela Valentini, Fabrizio Panecaldo, Simone Gargano e Giovanni Carapella: politici che da decenni rimbalzavano da una poltrona all’altra, tra Regione e Comune. Qualcuno di loro ora medita di iscriversi al collocamento. A spingerlo sarebbe soprattutto la famiglia.

Seggio garantito anche per il presidente della federazione dei Verdi, Angelo Bonelli, protagonista di uno sciopero della fame pre elettorale che lo ha ridotto fisicamente ai minimi termini.
L’analisi svolta a destra. Scontato il listino Polverini, dove la sorpresa è il quinto posto dell’ex comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Luigi Abate, il Popolo della Libertà perde un seggio rispetto al 2005 così come l’Udc che si ferma a 2: Pietro Sbardella, figlio dello storico “squalo” e Raffaele D’Ambrosio.
In piedi ma tra il pubblico, l’Udeur guidato da Tiziano Ceravolo, lo zio di quel Samuele Piccolo all’origine del terremoto al centrodestra. Coerente con l’alleanza, Piccolo ha guidato la macchina delle preferenze tra la corsia della coalizione e quella dello zio. Quest’ultimo nonostante i 7833 voti è andato fuori strada. In compagnia dell’Udeur anche l’Alleanza di Centro di Francesco Pionati e la Rete Liberal. Con una campagna elettorale ispirata alle capre, il bucolico Vittorio Sgarbi ha convinto 2170 romani e in tutta la regione 15 mila 660 cittadini.
Tra Polverini e Bonino c’era anche la Rete dei Cittadini di Marzia Marzoli: se ne sono accorti in poco più di 14 mila.

L’ultima curiosità è dedicata ai doppi incarichi. Ammesso che non facciano un passo indietro rinunciando a qualche indennità, Francesco Storace, presidente del suo partito, capogruppo in Campidoglio, ha anche una seggiola in via della Pisana. Con lui anche il vicecapogruppo al Comune Mario Mei e il capogruppo della Lista Civica Amore per Roma, dove è arrivato grazie ai voti dell’Idv, eletto stavolta nella lista Polverini. A proposito, la signora Alemanno, Isabella Rauti, è consigliera regionale eletta nel listino del presidente. L’asse Regione-Comune è di ferro come un matrimonio.
0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    undefinedundefined
    Terremoto/ Cancellieri nel pomeriggio a Modena
    Borsa/ Gira in negativo -0,37% dopo asta Bot. Banche ancora in calo
    Terremoto/ Nuova scossa a Mirandola di magnitudo 4.2
    Terremoto/ Nuova scossa a Mirandola di magnitudo 4.2
    Terremoto/ Bersani parte per Emilia, situazione molto molto seria
    Exor/ Elkann, valutato investimento in F1 ma troppo caro
    Terremoto/ Fini chiede a Governo riferire, in aula alle 17
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    Vuoi cambiare casa?

    Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso