Regionali Lazio, La Lega Nord al 5-6%

Venerdì, 19 marzo 2010 - 22:10:00


Di Fabio Carosi

Sgarbi: se bocciano il mio ricorso rischio annullamento delle elezioni. Premier favorevole al rinvio, ma il Pdl si spacca...
ROMA - “Lumbard”, “Carroccio”, “Senatur” e poi gli slogan. Nella Roma dei prìncipi e dei papi la semantica leghista fa ancora sorridere. Forse il lessico, la dialettica e il “colore” incontrano difficoltà, ma il progetto politico piace. Lo sapeva anche il presidente uscente Piero Marrazzo che, attraverso un istituto di sondaggi aveva costantemente sotto monitoraggio il termometro politico della Regione. Prima di essere travolto dallo scandalo, l’ex presidente aveva ricevuto un documento riservatissimo che accreditava la Lega Nord tra il 5 e il 6%. E senza che neanche che il partito esistesse sul territorio. Affaritaliani.it ha letto porzioni del documento che il presidente Marrazzo non fece vedere neanche ai membri della Giunta e sul quale l’esecutivo stava raffinando strategie e azioni in preparazione alla campagna elettorale ordinaria del 2010.

Col Centrodestra in risalita per effetto del traino del sindaco Alemanno, all’apice del gradimento dei romani, c’era da contrastare il potenziale rappresentato da un pezzo del corpo elettorale che, se avesse trovato un coagulo, sarebbe potuto diventare il sesto soggetto politico regionale. Rispetto ai risultati del 2005, sarebbe stato poco al di sotto della lista Civica Marrazzo (6,4%) e vicinissimo a quell’Udc (7,8%) che da sempre raccoglie consensi nella cattolicissima città del Papa. In poche parole, se la Lega avesse deciso di proseguire la marcia verso sud, oggi avrebbe a portata di mano almeno 4 consiglieri.

L’ulteriore conferma viene anche dalle dichiarazioni del ministro Roberto Calderoni che proprio lo scorso 15 marzo aveva manifestato “rimpianto” per non aver partecipato all’appuntamento laziale con le urne. Se avesse letto il sondaggio commissionato da Marrazzo al rimpianto avrebbe aggiunto anche l’amarezza. Nell’analisi qualitativa del voto, molti degli indecisi avrebbero seguito la Lega se avesse chiarito meglio il dualismo tra “partito di lotta sul territorio” e “partito di governo”, con una preferenza verso la “lotta” alla partitocrazia e allo strapotere delle lobby politiche. Marrazzo sapeva, aveva i documenti, ma ha taciuto.

Sul caos elezioni 2009, alla richiesta di Sgarbi di far slittare la data, oggi si è aggiunta anche la lista Udeur-Mastella, inizialmente respinta nella provincia di Frosinone. Calendario alla mano ha formalizzato alla Prefettura di Roma e alla Regione Lazio la richiesta di avere parità di diritti di campagna elettorale. In virtù della legge regionale, l’arbitro della competizione è solo il vicepresidente e capolista del Pd Esterino Montino, invitato per legge ad avere col ministero degli Interni un rapporto solo istituzionale. Alla fine sarà lui che dovrà decidere. E lo slittamento appare inevitabile.

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