Lara Comi ad Affaritaliani.it: "Basta con Noemi e le veline, costruiamo gli Stati Uniti d'Europa"
Lara Comi, candidata nella circoscrizione Nord Ovest alle prossime Europee con il Popolo della Libertà, sceglie le telecamere di Affaritaliani.it per esporre il suo programma in una videointervista con il direttore Angelo Maria Perrino. Con un obiettivo ben chiaro in mente: "Bisogna arrivare agli Stati Uniti d'Europa, ma i Paesi non sono ancora pronti. Per me che sono nata nell'83 è più facile pensare di delegare una parte del potere all'Europa, un po' meno per un uomo di 80 anni". E ancora: "Un giovane deve puntare sull'Europa perché in futuro sono convinta che tutto verrà meglio governato a livello sovranazionale. Certo, ci sono ancora molti step da fare. Per ora l'Ue ha una sovranità a livello economico, non ancora a livello politico". Ma il cambiamento è necessario perché "ad esempio se il presidente Usa Barack Obama volesse parlare con il primo ministro europeo dovrebbe contattare i capi di 27 Stati. Questo non è più possibile, se vogliamo essere competitivi a livello globale".
Quindi il Centrodestra ha una vocazione europeista? "Sì, perché se rimaniamo fuori dall'Europa rimaniamo fuori da un sistema economico trainante"
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Che cosa pensa del caso veline? "Non sussiste, io sono stata chiamata velina ma non lo sono: non so ballare, non so cantare, non ho mai fatto un provino. Anzi, sono più brava a giocare a calcetto. Insomma, sono proprio l'antivelina".
Come è avvenuto il suo primo incontro con Berlusconi? "L'ho conosciuto nel 2004 a San Siro. Gli ho chiesto una foto e un autografo e abbiamo fatto una chiacchierata. Io ero già in Forza Italia a Saronno, a livello locale. Ho lasciato il mio numero alla sua segretaria, poi sono stata contattata dall'onorevole Bondi e insieme abbiamo iniziato un processo politico".
![]() Lara Comi |
E della sinistra, che cosa pensa? "Non hanno un programma unitario. Chi li vota non li vota per il programma (perché non ce l'hanno) ma soltanto perché sono anti-berlusconiani. A livello di marketing sono un autentico flop".
Ha un consiglio per i giovani? "Soprattutto ora che c'è la crisi devono pensare positivo, non si devono accontentare di un sussidio di disoccupazione: devono cercarsi un lavoro, anche temporaneo. L'importante è non essere disoccupati. E' l'unico modo di affrontare la crisi".
A proposito di crisi, qual è secondo lei la ricetta vincente? "Noi non abbiamo molte grandi imprese. E quindi dobbiamo riprodurre il modello della Silicon Valley, in cui tante piccole imprese si sono specializzate e hanno tutte insieme costituito un mercato molto forte. L'Italia deve puntare sulle medie e piccole imprese, che sono più duttili e, anche se soffrono di più all'inizio di una crisi, riescono anche a riprendersi prima. Sono una grande risorsa".
In conclusione, ha uno slogan per le elezioni del 6-7 giugno? "Portiamo più giovani e più donne in Europa. In questo caso la mia figura unisce i due aspetti, e questa può essere una carta vincente"

L'INTERVISTA DI BERLUSCONI ALLA CNN



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