Laicità, passo avanti di Franceschini. Concia ad Affari: 'Era ora. Il Pd ringrazi Marino'
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Franceschini parla di laicità e apre alle coppie di fatto. Sulla Ru486 dice che è "ingiusto opporsi" e sui rapporti con la Chiesa afferma: "Non può dirci come votare". E' una presa di posizione molto forte...
"E meno male. Franceschini non dice altro che una cosa di buon senso. La Ru486 non è così come viene descritta. C'è stato un lavoro di tre anni dell'Aifa. E' una pillola compatibile con la 194. Tutto il resto è ideologia".
Quindi approva la presa di posizione di Franceschini sui temi della laicità? 
Paola Concia
"Sono d'accordo con lui. Un Pd laico è un partito che nel rispetto della Costituzione agisce in libertà. Nonostante ci siano anime diverse al suo interno, deve trovare una sintesi".
Dopo le affermazioni di Franceschini ci si potrebbe chiedere se è un corteggiamento a Marino...
"Il dubbio viene. Dentro la mozione di Francechini ci sono alcuni cattolici che non la pensano come il segretario del Pd. Non so quale accordo abbia trovato con loro. Le chiacchiere però stanno a zero: la vicenda di Dorina Bianchi, sostenitrice di Franceschini dice che la sintesi non è stata trovata. Detto questo, mi auguro che dalle dichiarazioni di intenti si passi ai fatti".
I dati dei congressi locali confermano una grande difficoltà di Marino: potrebbe non raggiungere il quorum... A questo punto l'uscita di Franceschini può essere l'inizio di un percorso di avvicinamento?
"Non ci pensiamo. In realtà anche Bersani ha detto le stesse cose di Franceschini. Sono stati costretti a dirle proprio grazie alla mozione Marino. Che non è la mozione della laicità, ma è una mozione che obbligato il partito a prendere posizione su tutto: green economy, nucleare, flessibilità, laicità, diritti civili... Il partito dovrebbe ringraziarci. Abbiamo costretto tutti a uscire dall'ambiguità. Se non raggiungiamo il quorum abbiamo comunque dieci punti irrinunciabili sui quali chiederemo di prendere posizione. Può essere anche che non voteremo nessuno...".
Torniamo alla Ru486, Dorina Bianchi ha spaccato il partito...
"Si provocano spaccature quando si gestiscono male le problematiche. Nel Pd sappiamo bene che su questi temi abbiamo delle idee diverse. E proprio per questo dovremmo discutere di più".
Che cosa è successo sull'indagine conoscitiva sulla Ru486?
"C'è stata una superficialità incredibile nell'affrontare questo problema. Bisognava discutere come aveva chiesto la Finocchiaro. Era una decisione che andava presa tutti insieme e non nell'ufficio di presidenza come ha fatto Dorina Bianchi".
Le era stato chiesto di rimandare la decisione dopo il Congresso del Pd...
"Questo lo trovo surreale. Ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un Congresso che deve stabilire l'identità di un partito e i suoi valori. Perchè rimandare la decisione a dopo il Congresso? Bisognava discuterne con grande serenità. Invece non si ha il coraggio di discutere insieme su temi delicati. In un partito bisogna ragionare, litigare e poi arrivare a una decisione comune".



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