La solitudine di Gianfranco

Sabato, 5 marzo 2011 - 11:00:00

Di Renato Palma

E poi si chiedono perché la politica in Italia perde consensi. A ben guardarla è diventata un gioco privato con regole dettate dalle urgenze di un uomo solo, nel quale nessuno si diverte più (basta guardare la faccia del nostro presidente del Consiglio) e dal quale l’unico risultato che noi comuni cittadini possiamo aspettarci è la sconfitta dei nostri bisogni. Gli azzeccagarbugli del presidente del Consiglio pensano di aver messo all’angolo il presidente della Camera, chiudendolo in un paradosso. Se fa quello che gli chiedono, e cioè solleva il conflitto di attribuzione tra Camera e tribunale di Milano, salva B. e uccide la speranza che in Italia sia ancora valida l’idea che la legge è uguale per tutti. Se non lo fa, dimostra che non è super partes e quindi, mettendosi contro le decisioni della maggioranza (che ha avvalorato la tesi difensiva di B.), si dimostra non più in grado di svolgere il suo ruolo e deve dimettersi. Come si dice nel gioco degli scacchi, il B. muove e vince in due mosse. I paradossi sono il sale della ricerca della verità. Dunque in uno di questi si narra che un antico filosofo greco aveva insegnato la legge a un giovane e povero allievo, a condizione che questo lo compensasse non appena vinta la prima causa. L’allievo decise però di non fare il legale.

Il filosofo sollecitò lo stesso il pagamento e lo citò in tribunale, sicuro che se il suo allievo avesse vinto la causa avrebbe dovuto pagarlo (come era nei patti) e nel caso che avesse perso, avrebbe dovuto obbedire ai giudici e pagarlo lo stesso. Tutto ovvio? E no, perché l’ingrato allievo sostenne che se avesse perso, non doveva pagare perché non aveva vinto la prima causa, e se avesse vinto ovviamente non avrebbe pagato. E questo perché a valere era il patto tra loro e non quello che la legge impone a tutti, cioè il suo rispetto. Questi rompicapi hanno fatto la storia della logica. Povero Gianfranco, non sai che da che mondo è mondo i paradossi si risolvono solo in tre modi:o con l’intelligenza della logica, o con il coraggio della libertà, o con il rispetto delle regole che valgono per tutti. Vedi, mentre gli interessi tuoi, e sicuramente quelli di B., sono la sopravvivenza a qualunque costo, gli interessi di tutti noi riguardano la possibilità di vivere in una società di uomini liberi e uguali, magari anche fratelli. Capisco la tua solitudine. Magari parlane con Pierferdinando. Prova a farlo capire a Pier Luigi (se lo trovi), e ad Antonio e a Nichi e a tutti quegli altri (anche tra i tuoi amici) che, pavidamente, dopo averti osannato come eroico liberatore del Paese, si sono fatti di nebbia, dissolti,volatilizzati Prova a dire loro che non è più tempo di fare giochini, ma quello di assumersi qualche responsabilità, magari sperando nell’affetto e nella riconoscenza di quelli che hanno ancora a cuore la sopravvivenza della democrazia.

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