La diplomazia euroamericana volta le spalle alla democrazia
Di Pasquale Della Torca
Nelle questioni internazionali vi sono delle regole precise da rispettare affinché gli eventi non sfuggano di mano. I "vecchi" grandi statisti lo hanno dimostrato. Così la questione Gheddafi ora rischia di ritorcersi sulla nullità dell'occidente euroamericano e, quindi sfuggir di mano. Tutto emerge non solo dai comportamenti sul campo di Gheddafi ma dall'intervista proposta da Il Giornale. Leggere quell'intervista nella quale si snocciola tutto il becero spessore di tipo camorristico del "leader" libico rende l'idea dell'inconsitenza diplomatica di Europa e Stati Uniti d'America. Solo Sarkozy dimostra di avere le idee chiare sul trattamento da infliggere al dittatore libico. L'europa tentenna, l'Italia nicchia, Obama lancia i suoi strali all'acqua di rose mentre, ringalluzzito, Gheddafi minaccia, minaccia. Minaccia l'Italia e mette in discussione i rapporti di vicinato, gli accordi economici e giunge fino ad auspicare un cambio di governo nei paesi che non gli tengono bordone.
E' evidente che la situazione libica sia sfuggita di mano ad una diplomazia euroamericana moscia, soprattutto perché europei e americani pare si siano dimenticati di quanto sia stato destabilizzante il dittatore libico appena qualche decennio fa. Quel che fa più specie nell'atteggiamento dei governi e delle diplomazie occidentali è l'incapacità a quantificare il potenziale pericolo rappresentato dal modo di atteggiarsi nei confronti del rais libico e della sua forsennata guerra privata contro la democratizzazione della Libia e la liberalizzazione del popolo libico del quale egli è tiranno. Non ci sono mezzi termini. Non ci sono mezze parole. Il dittatore libico, profondo avversario e massacratore del suo popolo che ora si prende la libertà di minacciare l'occidente di una alleanza con Al Quaeda, necessiterebbe di un trattamento chirurgico di precisione, e perciò è incomprensibile il motivo per cui le proposte di intervento del presidente francese non trovano subitanea accoglienza. Forse perché gli intrallazzi politico-economici con la dittatura libica sono così forti? Ma questo poi giustifica il voltarsi dall'altra parte dell'occidente che in pubblico sfiducia il rais e nelle segrete stanze, di fatto, gli campo libero? Certo è che Berlusconi o non Berlusconi Gheddafi farebbe bene a scordarsi l'Italia e che mai più un simile figuro calchi il suolo patrio.



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