In arrivo la rivoluzione sociale Usa
Di Benny Manocchia
Esiste negli Stati Uniti la possibilità di una "rivoluzione sociale"? Esiste e come, secondo alcuni esperti di economia intervistati da Affaritaliani.it.
Ma come può essere? Non è forse l'America una delle più ricche nazioni del mondo? Ecco che cosa sta succedendo (e potrà accadere) nel giro di un mese. A Washington, il presidente Obama ed il Congresso dovranno decidere se innalzare il tetto del debito nazionale, che oggi è di 14.3 trilioni di dollari.
Se non riusciranno a raggiungere un accordo, 50 milioni di americani che sopravvivono con l'assegno della Social Security (previdenza sociale), "faranno la fame" (come ha sottolineato un senatore dello Stato di New York). Da Los Angeles a New York pochi nascondono la possibilità di una "rivoluzione sociale". Che cos'altro potranno fare? Si è chiesto il direttore di un quotidiano di Washington. Occorrono 134 miliardi di dollari, appunto per il mese di agosto.
Altrimenti, come detto, niente assegni (peraltro molto bassi) per pensionati e invalidi, niente rimborso per le tasse, niente più food stamps (una specie di tessera annonaria), niente salari federali. Il centro bipartisan washingtoniano si copre gli occhi pieni di lacrime e prevede un calo incredibile in molti campi del markert globale, la sicura revisione del credito statunitense ed altre tremende sberle contro i cittadini americani.
Ha detto ad Affaritaliani.it l'ex senatore del New Mexico Pete Domenici: "Avrebbe un effetto irrecuperabile per la nostra nazione".



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