La parata del 2 giugno costa 12 milioni di euro
"Quanto ci costa l'inutile sfilata delle armi di domani? A noi risulta che il costo globale si aggiri sui dieci milioni di euro, che sommati ai due milioni che sono il costo di un altro inutile fiore all'occhiello del Ministro La Russa, ovvero la 'mini-naja', fanno circa 12 milioni di euro". Lo sottolinea 'Sbilanciamoci!', la campagna condotta da Giulio Marcon e Massimo Paolicelli. "Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, dando i numeri della parata militare, ha omesso il dato più importante - affermano Marcon e Paolicelli in una nota - Alla discussione della prossima legge di stabilita' il Ministro ci risparmi il solito piagnisteo sulla carenza di fondi per le Forze Armate perche' sarebbero le lacrime di un coccodrillo che prima ha sperperato inutilmente ingenti somme di denaro pubblico", concludono. 
"Tanti auguri alle forze armate italiane per la sfilata di domani, ma speriamo che sia l'ultima". Cosi' Andrea Sarubbi, deputato del partito democratico, chiede in una nota di "avviare una seria riflessione di tutte le forze politiche sul significato delle celebrazioni del 2 giugno". "Via dei Fori Imperiali, che nelle scorse settimane ha ospitato le gite dei bambini sui carri armati, rischia di diventare lo showroom del militarismo; inoltre, questa prova muscolare un po' retro' distrae fondi della collettivita' che meriterebbero miglior sorte. Calcoli per difetto indicano in circa 10 milioni di euro il costo dell'evento a carico dello Stato - senza considerare gli oneri per il Comune di Roma - ovvero la meta' dei fondi destinati a tutto il comparto del servizio civile che, dopo i tagli delle ultime finanziarie, versa oggi in gravissime difficolta'. "La mia riflessione, tuttavia - aggiunge - va soprattutto al significato profondo del 2 giugno, memoria della scelta fatta dal popolo italiano a favore della Repubblica, la 'cosa di tutti': non solo dei militari, che vanno naturalmente ringraziati per il loro impegno nelle missioni internazionali, ma di tutte quelle categorie sociali - dagli insegnanti di periferia ai ricercatori universitari, dagli stilisti milanesi ai pizzaioli napoletani - che tengono alto il nome dell'Italia anche senza indossare una divisa".
Intanto arriva la stretta della presidenza della Repubblica sugli inviti alla parata militare. Il cerimoniale deciso dal Quirinale sembra che abbia tenuto fuori la corposa pattuglia dei sottosegretari berlusconiani. Insomma, sul palco saranno ammessi solo i ministri. Un atteggiamento, quello del Colle, facilmente collegabile alla richiesta di un passaggio parlamentare della nuova maggioranza allargata ai Responsabili arrivata direttamente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all'indomani della nomina di nove nuovi sottosegretari. Il Capo dello Stato, spiego' il 6 giugno una nota ufficiale del Quirinale, ha "rilevato che sono entrati a far parte del governo esponenti di gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si e' presentata alle elezioni politiche". Per questo, aveva aggiunto, "spetta ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio valutare le modalita' con le quali investire il Parlamento delle novita' intervenute nella maggioranza che sostiene il governo". Il governo affrontera' la 'verifica' alla Camera nella settimana tra il 20 e il 27 giugno. A stabilirlo e' stata la conferenza dei capigruppo, su indicazione del presidente, Gianfranco Fini.



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