La Nato ammette: abbiamo ucciso dei civili
La Nato ha ammesso di aver colpito obiettivi civili e di aver causato vittime in un raid su Tripoli la notte scorsa. "L'obiettivo del raid era colpire un deposito di missili. Tuttavia, sembra che un'arma non abbia colpito il bersaglio e che a causa di un malfunzionamento del sistema dei caccia possa aver causato un numero di vittime civili", ha riferito l'Alleanza in un comunicato. 
Il portavoce del regime libico Mussa Ibrahim, aveva affermato che i caccia dell'Alleanza atlantica hanno colpito un edificio civile nella capitale libica, provocando almeno 9 vittime fra gli abitanti, cinque delle quali appartenevano alla stessa famiglia, e ferendone altri 18. Un gruppo di giornalisti e' stato portato a vedere le macerie, nel quartiere di Al-Arada, dalle quali sono stati estratti i corpi di due persone. I reporter sono stati quindi condotti in ospedale, dove sono stati mostrati loro altri tre corpi, fra i quali un bambino e un neonato. Da Bruxelles, la Nato aveva fatto sapere di "essere a conoscenza delle dichiarazioni del regime libico" e di aver avviato un'indagine in merito.
Si e' trattato di un attacco "intenzionale contro edifici civili", ha commentato il vice ministro degli Esteri, Khaled Kaim, "un altro segno della brutalita' dell'Occidente". Per i giornalisti e' stato tuttavia impossibile appurare se i corpi provenissero tutti dall'edificio bombardato.



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