La mediocrità non ha colore
Di Antonio Di Gilio
Adelfia (BA)
Erano stati caricati di grandi aspettative. Le loro elezioni erano state salutate come rivoluzionarie e di grande cambiamento dagli intellettuali progressisti di mezzo mondo, ma complice la crisi, sono stati annientati nella loro immagine e si sono rivelati fallimentari. Sono le icone moderne dei partiti di centro-sinistra e della sinistra occidentale. Mi riferisco ad Obama e Zapatero che nel corso degli ultimi anni si sono rivelati dei veri e propri "pacchi" ( il presidente USA per la verità più pacco del secondo) per tanti che avevano creduto di poter sognare una società diversa.
Zapatero verrà certamente ricordato per le sue numerose leggi di avanzamento nei diritti civili, in una Spagna cattolicissima. Tuttavia al netto delle leggi sui matrimoni omosessuali, alle leggi sulla laicizzazione della Spagna e sulla procreazione medicalmente assistita, sul versante economico dobbiamo rilevare un totale fallimento. L'economia spagnola ha una disoccupazione pari al 20% (anche se ha tassi di occupazione migliori dell'Italia), il suo debito pubblico cresce a valori elevatissimi e il mercato immobiliare con le banche annesse sta rischiando il collasso. La Spagna di Zapatero insomma si merita a pieno titolo l'ingresso nell'acronimo dei PIGS.
Ma chi più di tutti ha annientato ogni aspettativa è stato Obama. La sua presidenza salutata come di rottura e di cambiamento (la parola CHANGE è stato il tormentone della sua campagna elettorale) in realtà è stata al quanto anonima e senza alcun colore. Sarà ricordato come il primo Presidente nero ma nessun merito gli verrà attribuito. La riforma del sistema sanitario è stata totalmente annacquata nei vari passaggi parlamentari e con gli ultimi tagli si mette fine ad ogni sogno di reale diritto alla salute totale negli USA. Ha preso preventivamente un Nobel per la pace, ma ha addirittura spinto e premuto affinché si bombardasse la Libia. I costi della guerra non sono minimamente diminuiti né ha prodotto un programma credibile di ritiro da Iraq e Afganistan.
Sul versante economico, ha certamente dovuto gestire la più grave crisi economica, a mio dire peggiore di quella del '29 per entità e dimensioni, ma la strada intrapresa non è certamente di "sinistra" ( anche se mi rendo conto che negli USA quella parola ha contorni molto più labili) , preferendo i tagli allo stato sociale ( già minimal negli USA) alla tassazione di rendite e grandi patrimoni.
Unico pregio con buona pace di Veltroni &Co è aver dimostrato che davvero siamo tutti uguali.... la mediocrità non guarda al colore della pelle.



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