La Legge elettorale spacca il Centrosinistra. Bersani stoppa i referendum del Pd

Mercoledì, 6 luglio 2011 - 14:47:00


Bersani Triste

Pier Luigi Bersani richiama all'ordine i dirigenti del Pd che lavorano ai referendum elettorali. "Il Pd ha una sua proposta e la presenterà al Senato. Io chiedo a tutto il gruppo dirigente democratico - dice Bersani - di stare su questa posizione. La via referendaria non ci consegna una soluzione. Una legge elettorale fatta bene si fa in Parlamento". 

Arturo Parisi sarebbe anche disposto a fermare la macchina per il referendum elettorale che ha messo in moto, a patto pero' che il segretario Pier Luigi Bersani si muova subito con l'annunciata proposta parlamentare. "Sono anche disposto a sospendere l'iniziativa se pero' Bersani mi presenta tutto il menu: dica come e' fatta la proposta, la sottoponga a un organismo di partito e si voti. E lo si faccia pero' 'ad horas'", ha detto l'ex ministro della Difesa commentando con i cronisti il richiamo di Bersani ai dirigenti del Pd a stare uniti sulla proposta del partito.
Ci sono due urgenze, ha spiegato: "Il tempo che sta scadendo perche' senza una riforma in 12 mesi si andra' a votare con il Porcellum e il referendum Passigli su cui e' schierato anche Casini". Dunque il segretario deve fare in fretta, anche per recuperare il tempo perduto. "che cosa abbiamo fatto in 5 anni?", ha chiesto, "non vogliamo che vada a finire come con il conflitto di interessi...". Dunque arrivi subito la proposta, e' l'esortazione di Parisi. "Io non la conosco, pare che sia 'alta', ma peccato sia sconosciuta", ha sottolineato.

LO SCONTRO NEL PD

A dare l'idea di quanto stia irritando i vertici del Pd la battaglia nel partito a colpi di referendum elettorali, ci ha pensato stamattina Enrico Letta. "Ma che state combinando?", ha detto il vicesegretario del Pd a Stefano Passigli in pieno Transatlantico. Il costituzionalista ha riferito che per Letta due referendum contrapposti non sono una soluzione al problema di come modificare il Porcellum. Ma, allo stato, la situazione e' proprio questa: potrebbero essere depositati due differenti referendum per il superamento del Porcellum, ma entrambi promossi da componenti del Pd. Quello di Passigli, appunto, filo-proporzionale e che gode della simpatia dell'area dalemiana. E quello per il ritorno al Mattarellum sostenuto invece da un'ampia parte del Pd, in testa Arturo Parisi e Walter Veltroni. Stamattina i pro-Mattarellum si sono visti a Santi Apostoli. Oltre Parisi e Veltroni c'erano anche Pierluigi Castagnetti ed esponenti di varie anime del Pd come i 'veltroniani' Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo, Giorgio Tonini, Enrico Morando ed ancora il fioroniano Gero Grassi e poi Mario Barbi e Giovanni Bachelet.

"Abbiamo deciso di depositare lunedi' in Cassazione i nostri quesiti (sono due n.d.r) per il ritorno al Mattarellum", spiega Vassallo, parlamentare Pd e costituzionalista. "Siamo molto fiduciosi che la Corte ammettera' i nostri quesiti. E' il modo piu' lineare -spiega ancora Vassallo- per abolire la legge di Calderoli".  Lunedi' il referendum sara' in Cassazione e nelle prossime ore ci sara' la costituzione di un comitato promotore. E ne faranno parte anche esponenti politici. Ieri il segretario Pier Luigi Bersani aveva detto che si sarebbe stupito che dirigenti del partito si facessero promotori di un referendum, strumento appannaggio della societa' civile. "E' vero. E' giusto che i referendum abbiano il conforto della societa' civile ma -ammette Vassallo- sarebbe ipocrita dire che noi politici siamo in seconda fila. Non e' cosi'. E poi vorrei ricordare a Bersani che solo qualche settimana fa abbiamo sostenuto referendum promossi dal altri partiti", l'Idv in questo caso, "e mi sembra singolare che per il Pd vanno bene i referendum proposti da altri e non quelli da esponenti del partito".

Stasera ci sara' una riunione dei cosidetti 60, ovvero i 60 parlamentari 'dem' che hanno sottoscritto una lettera-appello di Parisi a Dario Franceschini per un impegno immediato e stringente per la riforma elettorale in Parlamento. "Discuteremo tra di noi -dice Vassallo- ma il fatto che lunedi' depositiamo i quesiti resta". Nella riunione di stamattina a Santi Apostoli, spiega Parisi, abbiamo convenuto di "allargare al massimo i contatti con quanti nel Pd condividono le nostre stesse preoccupazioni" prima "di arrenderci alla conclusione che l'ultima strada rimasta e' la promozione di un altro referendum".  Parisi fa notare che il tempo stringe e che il referendum resta l'unica strada per la riforma elettorale se non ci si riesce in Parlamento. "Il tempo rischia di decidere per noi. Chi non vuole andare a votare ancora una volta con questa inqualificabile legge elettorale, senza tornare al proporzionale, deve infatti sapere che i giorni a noi davanti sono infatti gli ultimi perche' possa essere indetto un referendum prima delle prossime elezioni. Dopo sarebbe troppo tardi", spiega Parisi.

Il referendum si avvicina dunque. Anche per 'contrastrare' quello promosso da Passigli che secondo i 'pro Mattarellum' riporterebbe l'Italia alla Prima Repubblica con un ritorno al proporzionale che segnerebbe la fine del bipolarismo con l'abolizione del premio di maggioranza. Il costituzionalista Passigli respinge le accuse e spiega: "Non e' cosi' e loro stanno mettendo in atto una truffa". La prima "truffa" e' quella di sostenere che con il proporzionale scompare il bipolarismo: "Vi sembra che in Germania con il proporzionale alla tedesca non vi sia uno schema bipolare? O al contrario vi pare che il maggioritario in Gran Bretagna sia garanzia di bipolarismo? Non mi pare: ormai la Gran Bretagna ha un sistema tripolare con i liberaldemocratici".

E poi le liste bloccate. "I collegi del Mattarellum non sono diversi dalla liste bloccate -dice Passigli- perche' sono sempre i segretari di partito a dare le carte, a decidere chi va nei collegi sicuri e chi no. La truffa la fa chi ha l'unico scopo di conservare il meccanismo delle liste bloccate e dei collegi". Per questo, se davvero i pro Mattarellum vogliono eliminare le lsite bloccate, Passigli li sfida: facciamo "una raccolta in comune da parte dei due diversi gruppi per abolire le liste bloccate. Se neanche questo incontrasse l'accordo di quanti propongono un semplice ritorno al Mattarellum, si vedrebbe confermato che il vero obiettivo del secondo referendum sia conservare la sicurezza che le liste bloccate offrono a chi preferisce la cooptazione alla libera scelta degli elettori".

"L'Udc ha presentato le proprie proposte di riforma elettorale ispirate al modello tedesco e sostiene il referendum Passigli contro l'abnorme premio di maggioranza". Cosi' Pierluigi Mantini, responsabile Riforme istituzionali Udc, che aggiunge: "Ora che la riforma Alfano sulla giustizia e' scivolata a settembre c'e' uno spazio piu' adeguato per fare la nuova legge elettorale. Tutte le forze politiche devono pronunciarsi con chiarezza e responsabilita' dinanzi agli italiani che non vogliono rivotare con il 'porcellum'. Calderoli, dopo aver espresso un'apertura sulle nostre proposte, parli con chiarezza. Alfano indichi il modello elettorale del nuovo corso del partito. Bersani, se vuole larghe alleanze per il governo, non insegua i modelli minoritari perche' l'Italia non puo' essere governata da minoranze".
 

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