La fiducia al Cav spinge il Pd verso la scissione
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La fiducia a Berlusconi scuote il Pd e fa emergere tutti i malumori di un partito lacerato da profonde divisioni interne
. Le dichiarazioni di Arturo Parisi a voto di fiducia ancora caldo sono esemplificative: "Così come nel 1998 di fronte alla caduta del governo dell'Ulivo - attacca l'ex braccio destro di Prodi - dissi che avevamo perso ma non ci eravamo perduti, oggi dobbiamo riconoscere che abbiamo perso e ci siamo perduti". Parisi continua nella sua analisi impietosa: "Avrei preferito avessimo perso nel voto con le nostre ragioni, invece che all'inseguimento di un inesistente Terzo polo. Quante altre sconfitte dovremo subire prima che il gruppo dirigente del Pd riveda la sua linea di condotta?". Parole che si scagliano come pietre sulla segreteria del partito attaccata da più parti, Modem in testa.Lo stesso Cacciari, in un'intervista ad Affaritaliani.it, la scorsa settimana aveva previsto la scissione del Partito democratico dopo le prossime elezioni che a questo punto si allontanano ma non di molto. Per il filosofo, Fioroni e parte dei Modem ma anche il vice segretario del partito Letta avrebbero le valigie pronte e sarebbero in procinto di realizzare un soggetto politico simile a quella che fu la Margherita di rutelliana memoria. Dichiarazioni che fanno il paio, con in rumors raccolti da Affaritaliani,it, che raccontano di un partito che si avvicina pericolosamente verso il burrone della scissione. Ma come sostiene lo stesso Cacciari "Non è detto che la scissione sia un male, anzi". La lungimiranza della filosofia.



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