La Siria boccia il piano della Lega araba. Nuove sanzioni dell'Ue contro Damasco

Damasco ha respinto il nuovo piano adottato dalla Lega araba per risolvere la crisi siriana, che prevede un trasferimento di poteri dal Presidente Bashar al Assad al suo vicepresidente e la formazione di un governo di unità nazionale entro due mesi. "La Siria respinge le decisioni adottate al di fuori del piani di lavoro arabo e le considera un attacco alla sua sovranità nazionale e una flagrante interferenza negli affari interni", ha detto un funzionario di Damasco citato dalla televisione siriana.
Al termine del vertice tenuto ieri, la Lega araba ha chiesto alle Nazioni Unite di sostenere il nuovo piano per risolvere la crisi in Siria, che prevede il trasferimento dei poteri da Assad al suo vicepresidente e la formazione di un governo di unità nazionale entro due mesi. Stando a quanto scritto nel comunicato letto dal premier del Qatar, Sheikh Hamad bin Jassim Al-Thani, Assad dovrebbe "delegare i poteri al vicepresidente per fare da intermediario con un governo di unità nazionale" da insediare in due mesi. Il comunicato è stato letto al termine del vertice dei ministri degli Esteri della Lega araba sulla missione degli ossrevatori mandata in Siria.
Il funzionario siriano ha invitato la Lega araba ad "assumersi le sue responsabilità nel fermare i finanziamenti e le forniture di armi ai terroristi", sottolineando che l'iniziativa araba va contro gli interessi del popolo arabo, ma non impedirà al Paese di "portare avanti le sue riforme politiche e di garantire sicurezza e stabilità al suo popolo che ha dimostrato, durante la crisi, il suo sostegno all'unità nazionale, radunandosi attorno al Presidente Assad".
"Ancora una volta chiediamo che in Siria cessi la violenza, e che gli osservatori della Lega Araba siano posti in grado di svolgere indisturbati il proprio compito", ha dichiarato in apertura di riunione lady Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione. L'estensione delle sanzioni e' stata approvata senza un dibattito preliminare. Sale cosi' a circa centocinquanta il numero complessivo delle persone fisiche o delle entita' giuridiche siriane sottoposte ai provvedimenti comunitari, cui vanno aggiunti inoltre l'embargo sulle armi e quello petrolifero.
L'Unione Europea ha esteso ad altri trenta soggetti le proprie sanzioni nei confronti dell'apparato militare siriano: lo hanno riferito anonime fonti diplomatiche a Bruxelles, secondo cui la decisione e' stata adottata dai ministri degli Esteri dei Ventisette. Il divieto di viaggio in territorio comunitario e il congelamento dei beni sono stati imposti a ulteriori 22 gerarchi e ad altre otto societa' legate alle Forze Armate di Damasco. Si tratta dell'undicesima tornata di misure punitive Ue contro la Siria.


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