Serracchiani e Civati rottamano Renzi

Venerdì, 21 ottobre 2011 - 16:07:48

Di Tommaso Cinquemani

Debora Serracchiani 3

"Distinguiamo. L'etichetta di 'rottamatore' va bene per Renzi. I io e Civati stiamo cercando di far capire alle persone che non abbiamo voglia di 'rompere', ma semplicemente vogliamo ritagliarci il nostro spazio" nel partito. Debora Serracchiani, eurodeputata e leader dei giovani del Pdo, con una intervista ad Affaritaliani.it lancia l'incontro bolognese Il Nostro Tempo. "Matteo ha deciso di fare un'iniziativa tutta sua a Firenze. Ha deciso di dargli un senso diverso, ha addirittura parlato anche di una sua candidatura. Noi stiamo facendo altro". E sulle alleanze del Pd: "Dobbiamo coinvolgere di più i moderati"


 
Sabato 22 e domenica 23 ottobre, a Bologna, in piazza Maggiore, si terrà l'incontro dei "giovani del Pd" chiamato "Il Nostro Tempo", organizzato da lei e da Giuseppe Civati. La domanda che si fanno tutti è questa:  l'incontro di Bologna è un modo per far venire a galla i malumori verso Bersani?
"Assolutamente no, Bersani è stato il primo ad essere informato proprio per evitare che ci potessero essere fraintendimenti".

Quale lo scopo allora dell'incontro?
"Visto il momento difficile riteniamo che ognuno debba dare una mano, ciascuno con le sue competenze e ruoli. Io e Civati pensiamo sia positivo creare un luogo, come quello di Bologna, in una piazza, dove la gente si incontra e parla. Un luogo dove il partito non si rivolge solo al suo interno, ma con la società civile che si sta dando da fare per aiutare il Paese".

Insomma, da Bologna verranno fuori idee nuove per rilanciare il partito…
"Sì, ma soprattutto per rilanciare l'Italia. Molte proposte saranno concrete: parleremo di pensioni, di patrimoniale, di partecipazione e democrazia, anche nel Pd, di tutela del nostro patrimonio. Idee concrete e semplici da veicolare all'interno del partito, ma non solo".

Lei, Civati e Renzi siete considerati i 'rottamatori' e...
"Scusi se la interrompo, ma questo forse vale per Renzi. Io e Civati stiamo cercando di far capire alle persone che non abbiamo voglia di 'rompere', ma semplicemente vogliamo ritagliarci il nostro spazio non solo a parole, ma anche nei fatti. La nostra è una lettura positiva, più che di rottura".

Questo il motivo dietro alla scelta di non organizzare l'incontro con Renzi?
"Ognuno di noi fa delle scelte che non sempre sono condivise dagli altri. Matteo ha deciso di fare una iniziativa tutta sua a Firenze. Ha deciso di dargli un senso diverso, ha addirittura parlato anche di una sua candidatura. Noi stiamo facendo altro".

Se nel 2012 si dovesse andare al voto si dovrebbero fare le primarie di partito?
"Una cosa che non dobbiamo fare è metterci a discutere di leadership all'interno del Pd. Abbiamo un segretario nazionale eletto democraticamente sul quale stiamo investendo per rappresentarci alle elezioni. Mi concentrerei su altro: su come presentarci agli italiani, più su chi si presenterà".

E le primarie di coalizione?
"Se ci saranno non le rifiuteremo. Siamo il maggior partito di opposizione, avremo il nostro candidato e le vinceremo".

Se qualcuno le chiedesse di fare un passo avanti?
"Non credo che gli italiani vogliano che tutte le persone che fanno politica si candidino. Ci chiedono in questa fase di dare ognuno una mano. Noi lo stiamo facendo con il convegno di Bologna".

Le alleanze di Vasto vanno bene o dovrebbero essere diverse?
"Secondo me quella linea è un po' riduttiva. Quando si parla di Nuovo Ulivo non si deve parlare solo di un'alleanza tra partiti, ma di una unione dei partiti, in primis il Pd, con la società civile. Che poi è la primogenitura dell'Ulivo come inteso da Prodi. I famosi comitati sono serviti e hanno funzionato  perché coinvolgevano le persone nella politica".

Società civile quindi e del Centro cosa vogliamo fare?
"Dobbiamo coinvolgere di più i moderati, ma senza dare etichette che possono essere Casini, Montezemolo o altre proposte che si stagliano all'orizzonte. Ci deve essere un progetto sul quale queste persone si possano riconoscere. Il modello Pisapia o il modello Milano sono vincenti".
 

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