Maroni e la sconfitta di Pirro/ L'ex ministro dell’Interno "chiama" Bossi e la "vecchia Lega Nord"
| "Non siamo stati noi". Altro che tradimento alle posizioni di Maroni. I "maroniani" sconfitti? Macché. "Tutti e 45 i nostri hanno votato a favore dell'arresto": l'assicurazione ad Affari arriva da un fedelissimo di Maroni nella Capitale. I frondisti sono altri, sono fuori. Tanto più che l'ex ministro dell'Interno ha preso una posizione molto netta sulla vicenda Cosentino: bisogna mandarlo in carcere. "Non ci è andato? Il Pdl pensa di aver vinto? Se è vittoria, è una vittoria di Pirro, perché il Nord non capirà", questo il pensiero di Bobo. Pensiero che sembra essere condiviso dalla base, che ha inondato Radio Padania di telefonate e messaggi. Al punto da aver dovuto chiudere le linee. Segnali importanti al Senatùr: o la Lega Nord torna ad essere il movimento legalitario delle origini, oppure la base rischia di scollarsi. |
Anche se "sono pochi i leghisti che hanno salvato Cosentino" come afferma Maroni, la tentazione di definire "sconfitta" quella dell'ex ministro dell'Interno dopo il voto della Camera che ha respinto la richiesta di arresto del deputato del Pdl Nicola Cosentino è grande. Tanto che lui stesso, parlando con i suoi, ha definito quella degli "altri" (e quindi Pdl, frondisti del Pd e dell'Udc, e pure i 6-7 del Carroccio vicini a Reguzzoni) una vittoria di Pirro. Maroni, lunedì scorso, era uscito come il vincitore dal consiglio federale del Carroccio in cui si era deciso per il sì alla detenzione del coordinatore campano del Pdl. Proprio lui, all'uscita del vertice, aveva annunciato la decisione e sembrava lo stesso Bossi ad averlo incaricato di comunicarla. Ma mercoledì si è capita l'aria che tirava nel partito quando, proprio il Senatùr, ha sconfessato la decisione del consiglio, caldeggiata da Maroni, decidendo per la libertà di coscienza. Salvo poi fare marcia indietro dopo il voto dicendo anche lui che la gente non avrebbe capito.
Detto questo, c'è l'aspetto più politico che si nasconde dietro il voto. Anche qui Bossi vince su tutta la line: la Lega, e il voto su Cosentino sta lì a dimostrarlo, è ancora legata a doppio filo al Pdl. Le Amministrative incombono e il Carroccio, pur sbandierando ai quatto venti l'intenzione di correre da solo, teme di trovarsi, magari con qualche voto in più, fuori dalle giunte senza un'intesa con Berlusconi. Una marginalità che alla lunga potrebbe ridurre il partito nella riserva indiana delle vallate del Nord. Certo, Maroni ha perso una battaglia, ma la guerra per la leadership nel Carroccio si preannuncia ancora lunga.


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