La Piovra a Salemi, Sgarbi si dimette

"Mi dimetto da sindaco di Salemi, per il grave pericolo che corro in Sicilia". E' quanto dichiara Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, dopo le polemiche nate per la richiesta di scioglimento della giunta per "infiltrazioni mafiose", contenuta nella relazione degli ispettori mandati dall'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, in seguito all'operazione su appalti e nomine nella sanita' culminata con il sequestro di beni per 35 milioni riconducibile all'ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro, discusso sponsor politico di Sgarbi.
Si e' mai accorto di infiltrazioni?
"Le uniche infiltrazioni di cui mi sia mai reso conto sono quelle dell'influenza culturale di cui mi sono occupato per la citta', come quelle di Rubens, Caravaggio e Cezanne. Per il resto, ringrazio la Commissione per avermi aperto gli occhi".
Qual e' il suo legame con Giammarinaro?
"Non c'e' nessun legame, semmai c'e' stato nell'aver sostenuto la mia candidatura a primo cittadino di Salemi. E' poi va sottolineato che Giammarinaro non e' indagato: e' un politico democristiano che si e' occupato di realizzare le mie liste. Francamente non credo che questo sia un atto politicamente rilevante".
A questo punto cosa le e' rimasto di questa esperienza?
"Sono convinto che per la Sicilia non ci sia alcuna speranza: la lotta alla mafia e' l'unico elemento su cui si muove la dialettica, per il resto e' tutto inutile. Ho cercato di fare l'amministratore alzando il livello culturale di Salemi, ma l'unica cosa di cui si parla oggi e' la continua evocazione mafiosa, che occulta qualsiasi altra iniziativa".


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