La Lega su Cosentino: voteremo per l'arresto

Lunedì, 9 gennaio 2012 - 17:58:14
cosentino

E' passata la linea di Roberto Maroni. La Lega, domani in giunta per le autorizzazioni, voterà sì alla richiesta d'arresto per Nicola Cosentino, deputato del Pdl e coordinatore del partito in Campania. L'annuncio è arrivato al termine della segreteria leghista in via Bellerio. Il voto in aula è previsto per mercoledì, al massimo giovedì. Cosentino - lo ricordiamo - è accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie, aggravati dal favoreggiamento nei confronti della camorra.

"C'è stata la relazione dei nostri due membri della giunta - ha spiegato l'ex ministro dell'Interno - che hanno espresso la convinzione che non esista alcun fumus persecutionis nei confronti del parlamentare". "Domani - ha continuato - esprimeranno un voto favorevole in giunta alla richiesta di arresto". Quando gli è stato chiesto se su questo ci sia l'accordo di tutti i vertici del Carroccio, Maroni ha replicato "questa è la posizione della lega" senza voler aggiungere altro.

Alla vigilia si era parlato di un'ennesima spaccatura nella Lega, con l'ala maroniana favorevole all'arresto e il cosiddetto gruppo del cerchio magico - più vicino al Pdl - contrario.

Roberto Maroni e' convinto che vi siano "intese sotterranee" tra i partiti Pdl, Pd e Udc, per fare una nuova legge elettorale. "Noi siamo preoccupati per questo", ha spiegato l'ex ministro dell'Interno al termine della riunione della segreteria politica in via Bellerio a Milano, "perche' vorremmo evitare di trovarci una legge elettorale fatta apposta per tagliar fuori chi non e' omologato; quindi, in primo luogo, la Lega". "Ma vigileremo su questo", ha garantito.

IN AULA MATTEOLI COME TESTE ACCUSA - "Si era creato un clima di avversione nei confronti della ditta affidataria del servizio della gestione al valle della raccolta dei rifiuti e la mia lettera blocco' l'ordinanza numero 48 firmata dal sub commissario per l'emergenza rifiuti Giulio Facchi". Cosi' il senatore Altero Matteoli (Pdl), ex ministro dell'Ambiente, ascoltato oggi dai giudici della prima sezione penale, collegio C, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - presidente Gianpaolo Guglielmo, al latere Luigi D'Angiolella e Tommaso Perrella - davanti ai quali si celebra il processo a carico dell'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl), accusato di concorso esterno in associazione camorristica. In aula, questa mattina, era presente uno dei legali di Cosentino, Agostino De Caro, mentre era assente l'imputato, impegnato a Roma. Al centro dell'interrogatorio di Matteoli come teste d'accusa, una ordinanza del 2002 con cui Facchi affidava alla societa'Ø Impregeco la gestione a valle del trattamento dei rifiuti, togliendolo alla Fibe, affidataria dal 1998 di tutti i servizi connessi allo smaltimento in Campania.

Impregeco, in pratica, veniva autorizzata da Facchi a redigere il progetto di riqualificazione ambientale della cava di tufo in localita' Torrione nel territorio di Caserta e l'annesso impianto di igienizzazione. Dalle indagini che hanno portato all'emissione nel 2010 della prima ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Cosentino, firmata dal gip Raffaele Piccirillo, e dall'escussione del capitano dei carabinieri Pasquale Starace nell'udienza dello scorso dicembre a Santa Maria Capua Vetere, sono emerse alcune intercettazioni tra vertici dei Consorzi Napoli 1, Napoli 3 e Caserta 4 che formavano la Impregeco, sull'individuazione della discarica Lo Uttaro di Caserta come sversatoio di rifiuti. Questa manovra di individuazione di una nuova discarica, stando alle intercettazioni telefoniche illustrate dal capitano un mese fa, era favorita anche dall'interessamento di Nicola Cosentino, ma venne poi interrotta con il blocco dell'ordinanza grazie a una lettere del ministro Altero Matteoli. "Io sono stato in Austria, in Francia ma anche a Brescia per verificare il funzionamento dei termovalorizzatori", ha spiegato Matteoli rispondendo a una domanda formulata dal pm Alessandro Milita.

"L'intento - ha aggiunto il parlamentare - era quello di esportare quel modello in Campania". Matteoli, con una lettera inviata a Facchi il 18 ottobre 2002 e acquisita oggi, precisava che "la realizzazione di una discarica da utilizzare in caso di emergenza faceva parte dell'esercizio che si attribuisce in via esclusiva solo al presidente della Regione e commissario delegato (ovvero Antonio Bassolino) e non al subcommissario", ricordando che si era gia' esperita una gara comunitaria che ha portato all'"individuazione di un operatore industriale (la Fibe)". Pertanto "l'unico soggetto che deve provvedere alla gestione dei rifiuti urbani a valle della racconta differenziata, compresa la realizzazione delle discariche, e' l'affidatario del servizio". Accusa e difesa hanno acconsentito, inoltre, all'acquisizione del verbale di udienza di un processo relativo all'emergenza rifiuti in Campania giunto in corte di Appello in cui compare come teste lo stesso Matteoli. I giudici della prima sezione penale del tribunale sammaritano hanno rinviato il processo al 23 gennaio.

LE REAZIONI - Immediate le reazioni da parte del Pdl che, con il capogruppo in Senato, Maurizio Gasparri, dice: "La nostra posizione ovviamente e' diversa, mi auguro prevalga una valutazione diversa nelle prossime ore da parte del Carroccio". Secondo l'ex ministro Paolo Romani, la decisione della Lega di votare a favore dell'arresto di Cosentino risponde "anche a una logica di divisione interna dopo gli investimenti, quantomeno bislacchi e avventurosi del tesoriere del Carroccio in Tanzania, di cui lo stesso Maroni ieri ha detto di non sapere nulla". 

Un invito ad un supplemento di riflessione, arriva anche da Francesco Pionati: "Maroni ci ripensi. Nessuno vuole frenare il processo a Cosentino ma l'arresto di parlamentari, specie quando collocati ai vertici di partito, e' una pratica pericolosissima". Spiega il segretario Nazionale dell'Alleanza di Centro e Portavoce del Gruppo Popolo e Territorio. "In troppi oggi - aggiunge - fanno violenza alla propria coscienza per assecondare demagogia, pregiudizi e Giacobinismo". "In realta' - sottolinea il Portavoce di PT - pesera' sulla coscienza di tutti questo modo infame di dare in pasto all'opinione pubblica il mostro di turno. Le responsabilita' penali di Cosentino devono essere accertate, quella politica, invece e' gia' evidente: aver guidato il Pdl campano verso la vittoria elettorale dopo il disastro Bassolino", conclude Pionati. A votare a favore dell'arresto, oltre alla Lega, sara' anche il Terzo Polo, cosi' come preannunciato dal capogruppo Udc in Giunta, Pierluigi Mantini: "Udc e Terzo Polo confermano, anche alla luce dei nuovi atti, l'orientamento di voto favorevole alla richiesta della magistratura. La conferma da parte del Tribunale del Riesame, assai motivata, del provvedimento di custodia cautelare nei confronti del deputato Cosentino sta a dimostrare l'insussistenza di un fumus persecutionis, che e' il limite delle nostre competenze istituzionali. Sara' ovviamente il processo, con tutte le garanzie previste, ad accertare le responsabilita' sulle gravi imputazioni", conclude Mantini.



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