La Fed va in soccorso di Obama. Ma il presidente perde Geithner

Se l'economia americana non si riprenderà "i tassi resteranno fissi per un po' di tempo". Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke durante la conferenza stampa che ha seguito la decisione del Fomc di lasciare invariato il costo del denaro. "Tuttavia il quantitative easing rimane una possibilità", ha aggiunto, "potremmo stampare dollari per acquistare altri titoli sul mercato, anche se non è ancora stata presa una decisione". Bernanke ha poi spiegato che il mercato del lavoro è ancora debole ed è frenato da problemi strutturali. E, a chi chiedeva un commento sulla situazione politica americana e sul possibile impatto di un nuovo presidente sulla Fed, Bernanke ha risposto che "non si farà coinvolgere nella retorica politica e non risponderà alle critiche dei repubblicani".
"Siamo pronti ad accettare un aumento dell'inflazione se la disoccupazione non si riprenderà", ha spiegato il numero uno della Fed, ricordando che "fissare un obiettivo del tasso di inflazione sotto il 2 per cento rischia di generare deflazione ed è stolto fissarlo allo zero". Bernanke ha poi aggiunto che "in ogni caso è improbabile una vendita di asset fino al 2015". Riferendosi allo stato dell'economia americana, infine, il numero uno della Fed ha precisato che la banca centrale non ha mai agito in modo passivo e "la ripresa è danneggiata dalla debolezza del mercato immobiliare".
Ma per Obama non sono solo rose visto che il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ha deciso di non restare nell'amministrazione neanche se il presidente americano sarà rieletto il prossimo novembre. "Non mi chiederà di restare" afferma Geithner in un'intervista a Bloomberg. "Ho fiducia nel fatto che resterà presidente e che avrà il privilegio di lavorare con un altro segretario al Tesoro" evidenzia Geithner, che terminata la sua esperienza a Washington si dedicherà ad altro


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