La caduta di un dittatore è sempre una speranza
Di Marisa Nicchi
La caduta di un dittatore è sempre una speranza, ma le esecuzioni sommarie non sono mai una festa per la democrazia e la giustizia. Un corpo straziato che, a quanto si sa, ha chiesto di non morire, provoca un’ emozione ultima di pena umana. Purtroppo è la sorte che accompagna tutti i tiranni che hanno molti segreti da non svelare. La morte di Muammar Gheddafi porta via con sè la storia di decennali rapporti che hanno visto implicate anche i paesi occidentali che in questi mesi gli hanno fatto guerra.
Pagine torbide di cui non sapremo mai da quel protagonista. Non è un buon auspicio per la nuova Libia in preda alla logica cieca della violenza che non esclude nessuno dal male. Non è ancora chiaro come evolverà la situazione del martoriato e diviso popolo libico. Una cosa è certa:la vendetta è una barbarie da condannare sempre. Inoltre priva il mondo di un processo pubblico e garantista davanti alla Corte Penale Internazionale. Avrebbe dato la possibilità di capire di più la storia complessa di Muammar Gheddafi e la sua tragica parabola. Un colpo di pistola ha impedito la vittoria più bella della civiltà democratica.


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