Speciale Natale/ La caduta di Berlusconi
Il 12 novembre 2011 Silvio Berlusconi sale al Colle per rassegnare le dimissioni e mettere la parola fine al suo governo. La notizia esplode in Rete come una bomba e in pochi secondi fa il giro del mondo. "Berlusconi si è dimesso" è la breaking news del Wall Street Journal. "Silvio Berlusconi si dimette, finisce un'era politica durata 17 anni" è l'apertura del New York Times. Anche il Financial Times scrive: "Silvio Berlusconi si è dimesso". NBC, ABC, CNN raccontano in prima linea minuto per minuto cosa accade in Italia. Il voto in Parlamento, la mancata maggioranza, il conclave con i vertici del partito e poi il colloquio con Napolitano, mentre fuori dai palazzi del potere il popolo viola, ma anche semplici cittadini, festeggiano con spumante, slogan e canzoni.
Nelle ore e nei giorni successivi il New York Times commenta con titoli duri le dimissioni: "Magnetico e che divide, un uomo per cui la politica è sempre stata personale". E ancora: "Con un mix di astuto dominio dei media, fascino del vecchio partito politico e charme naturale del venditore, Silvio Berlusconi ha dominato l'Italia più di chiunque altro dai tempi di Mussolini".
"Il primo ministro Silvio Berlusconi è stato un brillante comunicatore che ha detto agli italiani quello che volevano sentirsi dire", commenta il New York Times. "Fin dalla sua elezione", continua il giornale: "ha legato il suo destino a quello dell'Italia: personalizzando la politica e trasformandosi in un marchio (l'uomo che si è fatto da solo, virile e scaltro), ha cambiato la cultura politica e istituzionale dell'Italia in modi che risuoneranno per anni".

Anche Obama si pronuncia sul cambio di guardia a Roma, ma è molto cauto e ricorda ai cittadini americani che "i cambi nei governi in Grecia e in Italia sono positivi perché sono passi in avanti nel risolvere la crisi". Ma i cittadini statunitensi non sono così ottimisti. La crisi sta dilagando in tutto l'occidente e gli indici in rosso delle borse e dei mercati finanziari non lasciano ben sperare. E che dire dei partener europei? C'è da pensare che anche Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, dopo il risolino in conferenza stampa, abbiano brindato alla scelta di Berlusconi e abbiano sperato che quel gesto i mercati risalissero la china.
Sì, perché se la fine di Berlusconi è stata politica, le cause sono principalmente economiche. Il Cavaliere è caduto perché le borse e le banche hanno spinto per un suo passo indietro. Non si sa se le voci riguardo alle ultime ore del 'Caimano' siano vere. Alcuni parlano di una telefonata dei vertici delle aziende di famiglia che invitavano il 'grande capo' a farsi da parte. Altri attribuiscono la scelta all'ormai insostenibile spread, volato sopra quota 500. Quel che è certo è che dopo quasi vent'anni di governo, la caduta di Berlusconi è stato uno degli eventi cardine del 2011, e non solo in Italia.


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