La Bonfrisco litiga con la sicurezza dell'aeroporto

«Senatrice, si tolga le scarpe». «Non ci penso neppure, e per favore usate modi più civili». Grossomodo così si è sviluppato il litigio tra Cinzia Bonfrisco, senatrice veronese del Pdl, e un agente della sicurezza dell'aeroporto Catullo di Villafranca. Subito dopo è scoppiata la polemica tra la Bonfrisco e il sindacato Ugl della Polizia di Stato.
La parlamentare era in partenza per Roma e non ha voluto togliersi le scarpe per sottoporsi ai controlli, disattendendo la richista fatta dai "vigilantes" dei servizi di sicurezza dello scalo, che fanno capo alle società "La Ronda" e "Fidelitas". Su quello che è successo dopo ci sono versioni discordanti.
Per l'Ugl «alla richiesta di togliersi le scarpe per motivi di sicurezza, la senatrice veronese a salvaguardia dei propri diritti civili ma, a discapito della possibilità di proteggere il mondo da minacce terroristiche, ha inscenato l'ennesimo "spettacolo teatrale" con tanto d'intervento della Polizia di Stato».
La Bonfrisco racconta l'accaduto in modo diverso: "E' vero che mi sono rifiutata di togliermi le scarpe, ma l'ho fatto perché, (e non era la prima volta che accadeva), sono stati usati nei miei confronti modi che mi limito a definire alquanto sgarbati, così come è accaduto anche ad altri viaggiatori. A quel punto sono stata io a chiedere l'intervento degli agenti di polizia, che sono stati gentilissimi e assolutamente professionali, svolgendo il loro compito con precisione e perizia, doti peraltro unite a quella cortesia che nei confronti di un cittadino non mi pare faccia affatto male". Insomma, per farle togliere le scarpe c'è voluta la Polizia.
Ma la questione non si chiude, perché i due contendenti non si risparmiano vicendevoli attacchi. Il sindacato di polizia afferma che "non è la prima volta che questa personalità crea problematiche all'atto dei controlli aeroportuali. Nessuno e ripetiamo nessuno, - tuona il segretario provinciale dell'Ugl del settore, Massimiliano Colognato - può essere esentato dall'effettuare i previsti controlli aeroportuali prima di salire a bordo di un aeromobile mentre il personale della Polizia di Stato e le Guardie particolari giurate non possono certamente essere bistrattati da chi non gradisce, essere controllato. In attesa che anche l'aeroporto Valerio Catullo sia dotato dei nuovi scanner per scarpe come quelli prodotti da Safran Mopho, azienda che faceva parte della divisione Sicurezza di General Electric, la senatrice veronese dovrebbe pensare che i controlli aeroportuali vengono effettuati a garanzia dell'intera collettività: quanto successo è davvero molto grave e solamente grazie alla professionalità della Polizia di Stato e delle Guardie particolari giurate in servizio presso l'aeroporto Catullo, la situazione non è ulteriormente degenerata". Spietata la stoccata finale: "La senatrice veronese a servirsi dei mezzi ferroviari per non essere sottoposta ai fastidiosi controlli aeroportuali".
La Bonfrisco risponde con una frecciata politico-sindacale: "Stia tranquilla l'Ugl se l'attività giornalistica di questi giorni serve a fare qualche tessera in più, i suoi dirigenti resteranno delusi. Voglio però sottolineare che questo iperattivismo mediatico non può avvenire diffondendo delle falsità sulla pelle delle persone. I bravi poliziotti, come quelli in servizio all'Aeroporto di Verona, oltre che fare bene il loro lavoro, sanno distinguere la cura della sicurezza e il loro operato quotidiano dalle pure e semplici speculazioni sindacal-elettorali. E le società private che gestiscono il servizio di controllo al Catullo sappiano che nessuno si sottrae a nulla, basta solo chiedere sempre con professionalità e rispetto, perché i viaggiatori non sono un parco buoi. E più che mai in momenti come questi ci serve poca ottusità e molta pazienza".


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