L'Italia è un Paese per vecchi
Di Diana De Caprio
E purtroppo non stiamo parlando del famoso film dei fratelli Cohen. Quella era finzione. La nostra è una realtà. Ho appena letto che Vendola lancia l’idea di proporre Rosy Bindi come candidato premier. E la mia delusione è duplice: primo perché la sinistra continua a fare sempre lo stesso errore, ovvero a puntare su persone “vecchie”. Secondo perché a fare tale proposta è uno che consideravo - e come me credo molti altri – una voce nuova e riformista. Qui non è più in gioco l’ideologia. Di quella ormai se ne sono perse le tracce strada facendo. Qui c’è in ballo molto di più. L’Italia è un paese “ingabbiato” in un meccanismo che premia i vecchi e lascia a casa i giovani. La radiografia di questo paese è presto fatta: Il nostro Presedente della Repubblica: classe 1925 Il nostro Presidente del Consiglio: classe 1936 Le cariche strategiche di molte aziende o comunque di enti di controllo sono sempre e comunque affidate alla vecchia classe dirigente che laddove non compare come staff effettivo, gravita sempre nei ruoli di consulenza o altra forma di collaborazione. Qualche tempo fa l’Espresso ha pubblicato una classifica dei politici che annoverano una permanenza in politica di 30 anni circa o poco meno. Si potrebbe continuare.
Ma questo credo che basti per avere un’idea di come i giovani abbiano sempre la strada sbarrata davanti a loro. Certo io parlo di quelli come me che credono che il titolo di studio, le specializzazioni e i master siano le “armi” per crearsi una posizione. A volte forse sarebbe meglio sacrificare un po’ di esperienza e “rischiare” su menti in grado di portare innovazione e sviluppo. E invece si preferisce spingerli oltre confine. Per poi fasciarsi la testa e parlare in continuazione di fuga di cervelli. Forse sono stata troppo dura. In realtà le pagine dei giornali in questi giorni sono piene di ragazze giovani, carine e con curriculum di tutto rispetto. Per i ragazzi c’è sempre il mondo del calcio a cui ispirarsi. Per tutti trasmissioni come Il grande Fratello. Il messaggio è sempre lo stesso: per guadagnare bene e presto, non c’è bisogno di lavorare.
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