L'Anm: "Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni a Napolitano che ci ha dato grande attenzione"

Martedì, 5 aprile 2011 - 13:01:00

"Abbiamo avuto grande attenzione da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale abbiamo espresso i motivi di preoccupazione sia in riferimento all'annunciata riforma costituzionale della giustizia, che in riferimento ai progetti di legge ordinaria come per la responsabilita' civile dei giudici e la prescrizione breve". Cosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si e' tenuto in mattinata al Quirinale. "Abbiamo espresso al presidente - ha detto ancora Palamara - la nostra forte preoccupazione anche per il clima di manifestazioni di piazza in prossimita' dei tribunali e anche nelle aule di giustizia, che rischiano di minare la serenita' e l'equilibrio dei giudici chiamati a decidere importanti controversie". La delegazione dell'Anm ricevuta al Quirinale si e' detta "molto rinfrancata dall'incontro" con il presidente della Repubblica al quale ha ribadito la posizione non corporativa dell'Associazione. "La posizione dell'Anm - ha detto ancora Luca Palamara - non e' di chiusura corporativa ma di volonta' di mantener fermi quei principi che riteniamo capisaldi dello Stato di diritto e che sono a garanzia e tutela dei cittadini come l'autonomia e l'indipendenza della magistratura che riteniamo fortemente alterata nell'eventuale approvazione del disegno di legge sulla riforma costituzionale della giustizia". Al Capo dello Stato i rappresentanti dell'Anm hanno voluto inoltre rilanciare quelle che ritengono priorita' per far funzionare meglio la macchina della giustizia e cioe' la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, l'informatizzazione della giustizia, e maggiori risorse. "Abbiamo espresso a Napolitano - ha detto ancora il presidente dell'Anm - i nostri timori anche per la riforma per legge ordinaria che per la disorganicita' rischia ulteriormente di danneggiare il processo, in particolare quello penale. Ci siamo soffermati sul tema della responsabilita' civile dei giudici che riteniamo sia stato malposto ai cittadini in quanto non e' vero che il magistrato se sbaglia non paga".
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