Manovra, Donadi (Idv): votiamo no anche con la fiducia
Di Tommaso Cinquemani

"Questa è una finanziaria che colpisce a colpi di clava il lavoro dipendente, il welfare e le pensioni. Mentre usa la mano di velluto con le grandi ricchezze e gli evasori". Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, sceglie Affaritaliani.it per bocciare la manovra e sull'evasione fiscale afferma: "Non c'è la volontà politica di combatterla". Poi avverte: "Noi lo abbiamo detto dal primo momento che la manovra così com'è è invotabile. Con la fiducia men che meno perché elimina la possibilità di emendarla in Aula". E sulla polemica con Bersani: "Credo che Pd e Idv dovrebbero entrambi imparare a rispettarsi di più. Da parte nostra dobbiamo smettere di usare espressioni fuori luogo, dall'altro lato il Pd deve finirla di parlare di rottura ogni volta che abbiamo posizioni diverse dalle loro".
Onorevole Donadi, che cosa ne pensa della manovra in discussione in Parlamento?
"E' difficile dare un giudizio perché le modifiche alla manovra sono avvolte nell'incertezza. Sicuramente è una finanziaria che colpisce a colpi di clava il lavoro dipendente, il welfare e le pensioni. Mentre ha deciso di usare la mano di velluto nei confronti delle grandi ricchezze e purtroppo anche dei grandi evasori".
Colpisce chi ha già dato e non intacca i poteri forti dunque?
"Questa è una manovra pesante che interviene in settori dove era comunque necessario intervenire. C'erano degli scompensi importanti nel sistema previdenziale che creavano degli squilibri generazionali, nel senso che continuavamo a garantire ai padri delle pensioni a discapito dei figli. Quello che contestiamo è il fatto che ci sono solo provvedimenti che vanno a colpire la parte debole del Paese. Questa è una manovra di 30 miliari, due terzi dei quali sono maggiori tasse. L'aumento dell'Iva, le accise sulla benzina e l'Ici non hanno carattere di progressività, colpiscono tutti allo stesso modo e quindi colpiscono chi ha redditi modesti".
E non fa nulla sull'evasione?
"La lotta all'evasione fiscale era uno di quei provvedimenti non rinviabili che divora ogni anno 120 miliardi di imposta. Come Idv abbiamo presentato degli emendamenti per chiedere l'applicazione di alcuni metodi, che ci sono, dell'Agenzia dell'Entrate, che consentono di sconfiggere l'evasione fiscale. Ma in questa direzione non c'è la volontà di andare".
Perché non c'è questa volontà politica?
"Non sono della mente di Monti, la mia è una constatazione, msa posso dire una cosa…"
Dica.
"Il governo avrebbe potuto stipulare dei trattati con la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati all'estero illegalmente. Quando se ne parlò, ai tempi, tra le associazioni e i partiti solo l'Abi (Associazione Banche Italiane, ndr) era contraria e adesso questo governo".
Quindi non voterete la manovra?
"Noi lo abbiamo detto dal primo momento che la manovra così com'è è invotabile. Con la fiducia men che meno perché elimina la possibilità di emendarla in Aula. Ci sono delle proposte di modifica importanti e prima di decidere se votare o meno vogliamo vedere se verranno approvate".
Che cosa chiede l'Italia dei Valori?
"Noi ci stiamo battendo per una maggiore equità, perché adesso non ce ne neppure un bruciolo. In secondo luogo ci si deve rendere conto che un ulteriore aggiustamento dei conti pubblici non è più rinviabile. Bisogna però vedere se ci sono delle condizioni minime per votare la manovra".
Bersani ha detto: "basta denigrare o è rottura con l'Idv". Che cosa gli risponde?
"Credo che Pd e Idv dovrebbero entrambi imparare a rispettarsi di più. Da parte nostra smettere di usare espressioni fuori luogo come inciucio e affini ogni volta che il Pd dialoga con il Centrodestra. Dall'altro lato il Pd deve smetterla di parlare di rottura ogni volta che abbiamo posizioni diverse dalle loro".


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