L'anno giudiziario e la danza macabra
Di Guido Oldani, poeta
Ci si domanda quale categoria sociale, oggi, accetterebbe di indossare i costumi coi quali si presentano i protagonisti dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Anche se è oggettivamente difficile immaginare un abbigliamento più allegro, visto l'anno che si prevede.
Il diritto internazionale lo dettano gli eserciti, le piraterie marinare e la finanza che è anonima ma neanche tanto. In area transnazionale si pensi soltanto al ripetuto snobbamento totalizzato dalle caserecce richieste di estradizione per Cesare Battisti. In patria nostra, invece, si accatasta gente nelle celle. Sono quasi tutti poveri cristi ed ogni 5 giorni se ne suicida uno; costoro sono presenti alla cerimonia in corso, vestiti da impiccati e non è facile non vederli o non sentirli.
Intanto i processi penali, con mille vicende di dilazione, non arrivano mai al dunque. Perché i magistrati non scioperano contro tutto ciò? Non se ne ricorda uno che abbia fatto, a solo titolo di esempio, un pur contenuto sciopero della fame. I processi sono quel che sono. Se ne ricorda uno, quest'anno, a Milano, credo contro la 'ndrangheta. Gli imputati hanno versato una tale profluvie di insulti sui magistrati che se al loro posto vi fossero stati dei normali scaricatori di porto, avrebbero di per certo rimboccate le maniche, per dare via libera ai rispettivi bicipiti.
In altro processo, i parenti dei condannati hanno addirittura devastata l'aula in cui si era svolto il procedimento. Insomma, sembra quasi che la gente creda che "la legge è uguale per tutti", all'incirca come ritiene che "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Questo ci passa il convento.
Il filosofo Ivan Illich avrebbe detto pressappoco: " vediamo se l' istituzione in esame è più utile o dannosa alla società, per decidere se conservarla o porle termine". Ciò, nel mentre la mafia, che anche lei ha festeggiato i suoi 150 come l'Unità d'Italia, sfoggia ottima salute. L'inaugurazione dell'anno giudiziario, invece, sembra somigliare un tantino ad una medioevale danza macabra, affrescata in qualche coevo oratorio, cui la polvere del tempo non abbia fatto grazia. Con queste viste, come si può fantasticare un futuro?


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