L'Africa come non l'avete mai vista
Di Tommaso Cinquemani

"Ho chiamato questo libro 'Buongiorno Africa' perché credo che oggi un nuovo continente si stia affacciando sulla scena mondiale. Un'Africa nuova, sia culturalmente che economicamente". Raffaele Masto, giornalista e inviato, in una intervista ad Affaritaliani.it mostra un lato inedito del Continente Nero. "In Africa vivono un miliardo di persone. Il 60 per cento ha meno di 15 anni, hanno una capacità di vivere il presente formidabile e considerano il futuro una chance. Qualcosa diranno, anche se non sappiamo cosa". Poi fa una riflessione sullo stile di vita occidentale: "Il libro racconta l'attualità in cui viviamo. Parlando di economia, se pagassimo il prezzo di mercato di molte materie prime africane la nostra vita non sarebbe quella che è".
Perché hai voluto intitolare questo libro "Buongiorno Africa"?
"Credo che un' Africa diversa da quella che conosciamo attraverso i media si stia affacciando in questo momento sulla scena mondiale. Sia a livello politico, ma anche culturale. Credo, come ho scritto, che un miliardo di africani, che certo formano società civili complesse e anche rissose, avranno qualcosa da dire al mondo".
Quali sono questi luoghi comuni?
"Il luogo comune che si fa strada proprio di questi tempi è che l'Africa sia invasa dai cinesi. Certamente questo avviene, ma in Africa le vecchie potenze non se ne sono andate. Ed è invasa anche dalle nuove potenze: il Brasile, l'Indonesia, la Corea, la Russia, l'India. La scena non è semplice, è ancora complicata e lo sarà ancora per un po' di tempo. Questa complicazione, questa mancanza di equilibrio, è spesso all'origine dei conflitti in Africa".
Nel tuo libro parli spesso dei 'fixer'. Chi sono e che ruolo hanno?
"Hanno un ruolo fondamentale per il lavoro del giornalista, ma anche nella cooperazione e negli affari. Quei fixer, cioè le persone alle quali noi ci affidiamo per comprendere di più il luogo in cui ci troviamo, sono la società civile africana. Fanno parte di questa società, ne sono una rappresentanza. Spesso noi giornalisti ci passiamo sopra velocemente non comprendendo che un pezzo di quell'Africa che noi vogliamo raccontare è proprio lì, davanti ai nostri occhi e sta cooperando con noi".

Quali prospettive ha il Continente nero nei prossimi anni?
"L'Africa ha un grosso problema: la sua classe dirigente. E' il principale ostacolo per il quale non si sviluppa. E' una classe politica voluta, protetta, sostenuta e a volte anche messa lì proprio da quelle grandi potenze che hanno saccheggiato l'Africa e che la saccheggiano tuttora. L'Africa si deve disfare di questi parassiti e delle forze che li sostengono. Poi dopo cosa succederà nessuno lo sa. Ma l'Africa è un continente di un miliardo di persone. Il 60 per cento ha meno di 15 anni. Hanno una voglia di fare stratosferica. Hanno una capacità di vivere il presente formidabile e considerano il futuro una chance. Qualcosa diranno, anche se non sappiamo cosa".
Perché un lettore dovrebbe scegliere il tuo libro dallo scaffale?
"Perché parla dell'attualità in cui vive. I media nostrani non ci parlano da questa realtà. Ma la nostra vita quotidiana è punteggiata da questioni, da vicende e da materie prime africane. La nostra vita è il frutto di ciò che accade in Africa. Per stare sull'economia, che oggi va per la maggiore, se pagassimo il prezzo di mercato di molte materie prime africane la nostra vita non sarebbe quella che è . Il nostro benessere non sarebbe quello che conosciamo. Dunque l'africa è un continente di grandissima attualità che ci riguarda direttamente".


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