Kosovo, Ue condanna le violenze
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Resta alta la tensione nel nord del Kosovo dopo che Pristina ha deciso di riprendere il controllo di due punti di frontiera con la Serbia. Una lettera del rappresentante Onu per la Serbia, Milan Milanovic all'ambasciatore tedesco, Peter Witting, presidente di turno del Consiglio, ha riferito di " tentativi del governo di Pristina di riprendersi i punti di confine di Brnjak e Jarinje costituiscono una seria minaccia al dialogo tra Belgrado e Pristina e potrebbero portare a un'escalation della situazione".
La situazione in Kosovo ritorna incandescente dopo che la sera del 25 luglio il governo di Hashim Thaci ha ordinato alle forze speciali di polizia kosovare di prendere il controllo di Brnjak e Jarinje, suscitando le forti proteste dei serbi di Leposavic, Rudare e Zubin Potok, che hanno bloccato le strade per impedire l'accesso dei militari kosovari. Ci sono stati incidenti nella notte tra il 25 e il 26 luglio che hanno portato all'uccisione di un poliziotto kosovaro.
Thaci aveva dichiarato che la decisione del governo "di portare il controllo e la legge al nord del Kosovo e' basata sulla Costituzione kosovara" e ha precisato che l'azione non va interpretata come un attacco ai serbi locali ma che si e' trattato di "un'azione per portare ordine e legge nei punti di passaggio. Per riportare la legge sull'intero territorio del Kosovo".
Non e' la prima volta che il governo kosovaro dopo la dichiarazione di indipendenza del 2008 ha tentato di riprendere il controllo del nord del paese. Questa volta pero' si tratta del primo tentativo serio di prendere il controllo della parte settentrionale del paese da parte del governo di Pristina.



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