Karadzic: "La mia guerra santa e giusta"
Si è presentato come il difensore del popolo serbo di Bosnia che si è battuto per una causa giusta e sacra", e come il difensore "della grandiosità di una piccola nazione in Bosnia-Erzegovina che ha dovuto soffrire durante 500 anni". Lo ha dichiarato l'ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic al suo arrivo al Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, dove è ripreso il processo in cui lo vede accusato di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Karadzic, 64 anni, per la prima volta davanti ai giudici del Tpi, presenterà oggi le grandi linee della sua difesa contro la pesante accusa di "pulizia etnica" durante la guerra di Bosnia.
SOLO CON GUERRA SI POTEVA DIVIDERE JUGOSLAVIA - "Solo con la guerra si poteva dividere la Jugoslavia". Con questo teorema il leader dei serbo bosniaci Radovan Karadzic ha avviato la sua autodifesa davanti al tribunale penale internazionale dove è accusato di genocidio e di pulizia etnica, durante la guerra bosniaca fra il 1992 e il 1995, che culminò col massacro di uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica. Comparendo in udienza per la prima volta dall'inizio del processo e riferendosi a se stesso spesso in terza persona, Karadzic ha affermato che "tutto quello che hanno fatto i serbi viene trattato come un crimine". "Non c'é mai stata intenzione e ancora meno un piano per espellere i musulmani e i croati dalla repubblica serba di Bosnia", ha affermato l'ex leader dei serbo bosniaci. "Il solo piano che avevamo era quello di salvare la pelle, i nostri beni e i nostri territori", ha aggiunto. Mentre l'ex presidente dell'autoproclamata repubblica serba di Bosnia cominciava il suo intervento davanti ai giudici del Tpi, le madri di Srebrenica hanno manifestato all'Aja per chiedere giustizia. "Siamo qui per dire al mondo intero che le vittime sono ancora vive e che vogliono verità e giustizia", ha detto Melina Hadziselimovic.



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