Israele-Libano/ Le donne combattono
Al Manar, la televisione di Hezbollah, sta seguendo in diretta le operazioni dall'altra parte del reticolato elettrificato. Secondo l'emittente, sarebbero già stati abbattuti tre alberi fino ad ora. L'esercito libanese, nel frattempo, ha fatto sapere che le unità dispiegate lungo la linea blu rimarranno anche oggi in stato d'allerta.
In mattinata un portavoce militare di Beirut ha confermato che due soldati libanesi, di 31 e 39 anni, sono rimasti uccisi negli scontri di ieri, mentre altre quindici persone sono rimaste ferite. Lo stato ebraico, da parte sua, ha riferito che il tenente colonnello Dov Harari, 45 anni, ha perso la vita negli stessi incidenti, mentre un altro ufficiale è rimasto seriamente ferito.
Intanto una prima ricostruzione dell’Unifil (Forza delle Nazioni Unite in Libano) su quanto accaduto ieri dà ragione allo Stato ebraico. Il tenente colonello Naresh Bhatt ha affermato in un comunicato ufficiale che gli alberi che i militari stavano abbattendo si trovavano in territorio israeliano, al di là della linea blu tracciata dall’ONU tra i due Paesi.
Stasera si terrà a Capo Naqura una riunione d’urgenza a cui prenderanno parte rappresentanti dei due Stati e dell’Unifil. Il ministro dell'informazione libanese, Tareq Mitri, ha speigato alla stampa che durante l'incontro si discuterà degli scontri di ieri per riportare la calma nella regione.
Anche il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha auspicato il ritorno alla tranquillità, aggiungendo però che Israele reagirà «a qualsiasi provocazione». «Spero che non ci sia un’escalation, che avremo un’estate calma e che le cose tornino normali», ha affermato Barak alla radio pubblica «è stata una provocazione molto grave e abbiamo reagito in modo misurato, equo e immediato (...) Occorre agire in questo modo per evitare che un incidente locale degeneri in una vera crisi». Il ministro ha inoltre accusato Francia e Stati Uniti Stati Uniti di aver «fornito armi sofisticate al Libano, che sono state utilizzate in occasione degli scontri di ieri e che potrebbero finire nelle mani di Hezbollah».



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