Israele, Barak fa il suo partito
Sara' "centrista, sionista e democratico" il nuovo partito per formare il quale ha deciso di lasciare i laburisti il ministro della Difesa israeliano ed ex premier, Ehud Barak: lo ha dichiarato lui stesso nel corso di una conferenza stampa convocata per l'occasione presso la Knesset, il Parlamento monocamerale dello Stato ebraico, e trasmessa in diretta da radio e televisione nazionali. Barak, che dei Labour era finora il leader, ha aggiunto che alla stessa Knesset "e' stata presentata per iscritto la richiesta di riconoscimento della nuova formazione"; quest'ultima, ha confermato, si chiamera' 'Indipendenza'. Oltre al ministro della Difesa vi hanno aderito altri quattro deputati laburisti, tra cui il suo vice Matan Vilnai, l'attuale titolare dell'Agricoltura, Shalom Simchon, e poi ancora Eilat Wilf e Orit Noked. "Al primo punto del nostro ordine del giorno ci sara' lo Stato, poi il partito, quindi la comunicazione e solo per ultimi noi stessi", ha proseguito Barak, sottolineando che obiettivo di 'Indipendenza' sara' "tutto quanto e' positivo e corretto per Israele", mentre l'ispirazione sara' quella di far rivivere lo spirito di Mapai, storico movimento della sinistra israeliana a suo tempo guidato da David Ben Gurion, e nel 1968 confluito nei laburisti.
Non e' chiaro se e quali ripercussioni la defezione di Barak dal Labour, che vanta cinque dicasteri e che con tredici seggi sui centoventi totali del Parlamento e' la terza forza nella variegata compagine di governo, avra' sulle sorti di quest'ultimo. Si sa tuttavia che il Likud, partito del premier conservatore Benjamin Netanyahu, ha dato disposizioni ai propri membri affinche' appoggino la mossa dell'alleato. Durante la conferenza stampa Vilani dal canto suo ha puntualizzato che 'Indipendenza' cerchera' di rafforzare i tentativi per riavviare il processo di pace con i palestinesi. "Lasciamo un partito, e una casa, che amiamo e rispettiamo", ha concluso il ministro della Difesa, ammettendo pero' che "l'attuale situazione nel Labour non era sempre salutare", con allusione alle lotte intestine in corso ormai da mesi, dopo che le elezioni del febbraio 2009 sancirono il peggiore risultato nella storia della formazione socialista. "Il Labour e' diventato un posto insopportabile", gli ha fato eco il vice ministro della Difesa, "in cui la vita parlamentare e' im»possibile. A ogni riunione non si sapeva chi fosse insieme a te, e chi invece fosse sul punto di andarsene da qualche altra parte".
Non ci sono piu' rappresentanti del Partito Laburista nel governo di coalizione israeliano guidato dal premier Benjamin Netanyahu: dopo la scissione del Labor, annunciata dal suo finora leader Ehud Barak per dare vita a una formazione politica nuova, in rapida successione si sono dimessi prima il ministro degli Affari Sociali, Isaac Herzog, e poco più tardi anche quello di Commercio e Industria, Benjamin Ben-Eliezer, e il titolare del dicastero per le Minoranze, Avishay Braverman. Lo stesso Barak mantiene invece il portafogli della Difesa insieme al proprio vice, Matan Vilnai, così come quello dell'Agricoltura resta a Shalom Simchon: si tratta di due dei quattro deputati ex laburisti che seguiranno lo stesso Barak nel costituendo partito 'Atzmaut', termine che in lingua ebraica significa 'Indipendenza'. "E' venuto il momento di smetterla di mentire a noi stessi, e di lasciare un governo che ci ha condotti a un punto morto, e che ci ha imposto Avigdor Lieberman e il suo partito con i loro discorsi razzistici, una minaccia per la democrazia", aveva affermato Herzog in conferenza stampa, precisando che la sua va considerata una "decisione di carattere personale", ma al contenpo dicendosi convinto che i colleghi laburisti lo avrebbero seguito. Così in effetti è stato. Dopo circa un'ora Braverman ha convocato una conferenza stampa propria, nel corso della quale ha reso noto di aver messo da tempo in guardia Barak circa la necessità di abbandonare la variegata compagine, considerata la paralisi nei colloqui di pace con l'Autorità Nazionale Palestinese.



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