Israele corre dritto verso le elezioni anticipate
L'analisi/ Tzipi Livni, dal Mossad al ruolo di premier in Israele
Il partito di destra Likud ha respinto l'offerta di entrare in un governo israeliano di unità nazionale, presentata dal ministro degli Esteri Tzipi Livni, leader del Kadima. Un comunicato diffuso dal Likud ribadisce la volontà del partito di andare alle elezioni "per permettere ai cittadini israeliani di decidere chi deve guidarli e in che modo".
Una fonte vicina al leader del Likud, l'ex primo ministro Benyamin Netanyau, ha commentato sprezzantemente l'offerta, definendola "patetica". "L'appello della Livni ad entrare in un governo di emergenza è un tentativo disperato di dipingere Netanyahu come qualcuno che bada solo ai propri interessi", ha aggiunto la fonte, citata sul sito Ynetnews. Il presidente israeliano Shimon Peres ha formalmente incaricato la Livni di formare un nuovo governo, dopo che domenica si è dimesso il primo ministro Ehud Olmert.
Il ministro degli Esteri è diventata la settimana scorsa leader del partito di maggioranza Kadima, succedendo a Olmert. La strada per la Livni è tutta in salita e molti osservatori politici israeliani cominciano seriamente a pensare che l'ipotesi delle elezioni anticipate a dicembre sia quella più probabile.



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