Israele alle urne: verso la svolta a destra
Gli occhi del mondo intero sono puntati sulle elezioni in Israele. E tutta la rabbia che i laburisti hanno gridato nelle manifestazioni di questi giorni contro Kadima non basterà a spostare a sinistra il risultato del voto di martedì. Il partito di Ehud Barak e quello centrista del premier uscente Ehud Olmert sembrano destinati a condividere, anche se in misura diversa, la sconfitta.
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Tzipi Livni, ministro degli esteri, la donna di ghiaccio che sta cercando di addolcirsi il look, non è riuscita, nonostante l’offensiva a Gaza, a risollevare le sorti del partito e della coalizione. I sondaggi danno favorito il Likud di Benyamin Netanyahu, partito di centro-destra, che però nelle ultime settimane si è visto rosicchiare voti dall’ultranazionalista Avigdor Liebermann, ormai terzo nei sondaggi, dietro Kadima e davanti ai laburisti.
"Nelle ultime 24 ore un razzo Qassam ha colpito la città di Sderot – ha tuonato Netanyahu nel tentativo di riconquistare voti a destra -. Dov‘è il cambiamento? Dov‘è la reazione che ci è stata promessa? Abbiamo sentito solo silenzio". I giochi non sono ancora fatti. Gli indecisi sarebbero fra il 15 e il 30 per cento. Ma secondo alcuni analisti quelle di martedì potrebbero essere le elezioni più a destra della storia di Israele.
Israele/ I profili dei principali contendenti
Ecco i profili dei tre principali contendenti alle elezioni politiche israeliane del 10 febbraio: Benjamin Netanyahu, leader del Likud; Tzipi Livni, leader di Kadima; Ehud Barak, leader del Partito laburista, Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beiteinu.
Benjamin Netanyahu
Leader del partito conservatore Likud, Benjamin Netanyahu è stato il primo e tuttora l'unico dei Primi ministri israeliani nato dopo la fondazione dello Stato di Israele. Divenuto Primo ministro nel giugno 1996, fu sconfitto nel maggio 1999 dal laburista Ehud Barak. Sconfitta che lo portò anche a perdere la leadership del Likud a vantaggio di Ariel Sharon. La sua nuova chance giunse nel 2005 quando la decisione di Sharon di ritirarsi aprì una crisi nel Likud che provocò una scissione: Sharon fondò il partito centrista Kadima, mentre Netanyahu rimase nel Likud, ridiventandone il leader, e portandolo su posizioni più a destra. Contrario alla formazione di uno Stato palestinese sovrano e indipendente, Netanyahu, Bibi per gli amici, ma anche per i nemici, è disposto unicamente a concedere ai palestinesi un regime di autonomia. Alle politiche del 10 febbraio dovrà scontrarsi con l'attuale ministro degli Esteri e leader di Kadima Tzipi Livni in quello che i sondaggi promettono come un appassionante testa a testa.



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