Israele/ E' caos politico a pochi giorni dalle elezioni

Giovedì, 5 febbraio 2009 - 09:04:00


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Sono aperti i giochi della politica israeliana a pochi giorni dal voto per il rinnovo dei 120 deputati della Knesset, il Parlamento nazionale. A contendersi il ruolo di primo partito i nazionalisti del Likud di Benjamin (Bibi) Netanyahu e i centristi di Kadima guidati dal ministro degli Esteri uscente, Tzipi Livni. A seguire, affiancati, i laburisti del titolare della Difesa, Ehud Barak, e i nazionalisti russofoni di Israel Beitenu guidati dall’ex ministro per le Minacce strategiche Avigdor Lieberman. Additato dalla sinistra del Meretz come un novello Mussolini antiarabo.



Gli ultimi sondaggi non aiutano a districare la matassa: al Likud vengono attribuiti circa 27 seggi, a Kadima circa 25 mentre gli altri due partiti viaggiano attorno a quota 17. "Le linee guida del mio governo - ha dichiarato Netanyahu, rinnovando le lodi già espresse a Barak per la sua competenza - permetteranno sia a Israel Beitenu che ai laburisti di unirsi a noi". Appare tuttavia difficile la coesistenza di due partiti con una piattaforma così distante in materia di pace con i vicini palestinesi.

In mezzo resta Kadima, che, nato da una costola del Likud per volontà dell’ex premier Ariel Sharon deciso al ritiro unilaterale da Gaza, è scartato da Bibi come possibile partner di governo. Non tanto per una profonda distanza sui contenuti quanto per la volontà di entrambe le formazioni di puntare al centro dello scena politica. Il sistema elettorale proporzionale in vigore nello Stato ebraico non aiuterà certo a fare chiarezza anche se il presidente Shimon Peres assegnerà l’incarico al leader del partito che otterrà il miglior risultato in termini di seggi.

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