Irlanda, fallito attentato alla regina
Una bomba rudimentale ma perfettamente funzionante e' stata localizzata e disinnescata a Dublino, lungo il percorso previsto del corteo della regina Elisabetta II d'Inghilterra, da oggi in visita ufficiale nella Repubblica d'Irlanda: lo hanno reso noto fonti dell'Esercito e della polizia irlandesi. Da quando la monarca è salita al trono questa è la prima volta che mette piede in Iralanda. L'isola infatti combatte da decenni una lotta per l'indipendenza totale. Ad oggi il nord del Paese è territorio inglese, con capitale Belfast, mentre il sud è irlandese, con capitale Dublino. I separatisti dell'Ira, attivi soprattutto nel dopoguerra, combattono da anni per la riunificazione dell'isola e l'indipendenza totale da Londra. Per questi motivi la visita della regina viene vista da molti come l'arrivo di un monarca straniero. 
Il ritrovamento di una bomba nei pressi di Dublino lungo il percorso previsto di Elisabetta II e la segnalazione di un secondo ordigno, rivelatasi poi infondata, non avranno conseguenze sulla visita ufficiale che la Regina d'Inghilterra intraprendera' da oggi nella Repubblica d'Irlanda, la prima di un sovrano britannico sull'isola dal 1922: il Foreign Office ha reso noto, infatti, che il programma di Elisabetta e del principe consorte, Filippo d'Edimburgo, rimane confermato. La bomba e' stata scoperta a bordo di un autobus a Maynooth, cittadina situata a 25 chilometri da Dublino: tempestivo l'intervento degli artificieri dell'Esercito, che hanno provveduto a farla brillare in maniera controllata, per poi consegnarne i resti alla polizia per le indagini del caso; l'ordigno era di fabbricazione rudimentale, ma perfettamente funzionante e dunque pericoloso.
Si e' invece rivelata uno scherzo di cattivo gusto, o comunque un falso allarme, una seconda bomba lasciata da ignoti in una stazione dei tram della capitale irlandese: un portavoce militare, Pat O'Connor, ha infatti precisato che si trattava di una mera "imitazione", anche se di per se' rivelatoria della persistenza sull'Isola Verde di ambienti ostili alla Corona londinese, e in particolare al protrarsi del dominio del Regno Unito sull'Irlanda del Nord. Anche per questo la visita di Elisabetta e' stata preparata con il piu' massiccio dispiegamento di misure di sicurezza mai allestito in Irlanda: la Regina non potra' effettuare alcun tratto a piedi ne' essere avvicinata in alcuna occasione dalla gente comune, che sara' costantemente tenuta a distanza dal corteo reale, in cui Elisabetta e il Duca di Edimburgo procederanno sempre a bordo di una Land Rover blindata.
L'operazione vedra' impegnati circa diecimila uomini e, si dice, avra' il contributo persino della Marina Militare irlandese, che pattugliera' le coste onde prevenire eventuali attacchi missilistici. Il costo complessivo e' stato valutato nell'ordine dei 30 milioni di euro. Anche se i tempi cambiano e il clima tra i due Paesi volge sempre di piu' al sereno, la storia dei loro difficili rapporti continua a fare capolino in molti modi. Per esempio, la coppia reale atterrera' in terra irlandese all'aeroporto militare 'Casement', intitolato all'eroe nazionalista Roger Casement, giustiziato dai britannici per alto tradimento nel 1916.
La visita e', inoltre, venuta a coincidere con il 37mo anniversario degli attentati a Dublino e Monaghan, perpetrati il 17 maggio 1974 da parte degli unionisti protestanti ultra-radicali dell'Uvf, l'Ulster Volunteer Forcer, e costati almeno 34 morti. I superstiti e i familiari delle vittime, di quella che resta la piu' grave carneficina in tre decadi di violenze, hanno scritto a Elisabetta II una lettera nella quale chiedono, a lei e al premier britannico David Cameron, di attuivarsi affinche' sulla vicenda sia finalmente fatta piena luce.



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