Iraq/ Il processo al lanciatore di scarpe inizierà il 31 dicembre
Il giudizio comincera' mercoledi' 31 dicembre davanti alla stessa Corte. Kenani ha precisato che il dibattimento non si svolgera' a porte chiuse, giacche' sara' ammessa la "presenza" dei mass media. "Dopo l'iter investigativo non abbiamo modificato i capi di accusa a carico del giornalista", ha aggiunto. Su Zaidi pende un'incriminazione per oltraggio e aggressione nei confronti di un capo di Stato straniero, che potrebbe costargli una condanna fino a sette anni di carcere; in teoria potrebbe peraltro rischiarne quindici, qualora fosse riconosciuto colpevole addirittura di tentato omicidio. Bush, in visita di commiato a Baghdad prima della fine del proprio mandato a gennaio, pur colto di sorpresa si abbasso' in tempo, evitando di essere raggiunto dalle scarpe scagliategli dall'assalitore.
L'avvocato difensore del 29enne reporter, laureato in Scienza della Comunicazione, aveva chiesto che il processo fosse sottratto alla Corte Penale Centrale, competente in materia di terrorismo, alla magistratura ordinaria; il giudice istruttore ha pero' respinto la domanda. Nell'ipotesi per lui migliore, comunque, Zaidi potrebbe essere condannato per tentata aggressione semplice; in tal caso la pena sarebbe compresa fra uno e cinque anni di prigione. Divenuto una sorta di eroe non soltanto in patria ma in gran parte del mondo islamico, il giornalista tra l'altro apostrofo' il presidente Usa dandogli del "cane", insulto tra i piu' gravi per la cultura araba, essendo considerato un animale impuro. Sopraffatto e malmenato dalle guardie di sicurezza, Zaidi ha riportato fratture a un braccio e alle costole, ferite a un occhio e agli arti, contusioni e abrasioni; stando al suo legale, intende a propria volta fare causa alle autorita' per percosse e lesioni.

Manifestazioni in tutto il mondo. Scarpe contro Bush
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