Iran/ Traffico di armi, "arresti sono sortita propagandistica"
L'ambasciatore italiano in Iran Alberto Bradanini è stato convocato al ministero degli esteri di Teheran che gli ha trasmesso una protesta ufficiale per l'arresto di due cittadini iraniani nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico di armi. L'Iran chiede inoltre il rilascio immediato dei due arrestati, e accusa l'Italia di aver messo in atto "una manovra politica".
Quella dell'Iran è stata una reazione "scomposta", ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini al suo arrivo a Cordova per la riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue. "E' chiaro che gli arresti sono dovuti a un'indagine, come è ovvio indipendente, della magistratura italiana - ha osservato il titolare della Farnesina - ci sono anche dei cittadini italiani tra gli arrestati, le indagini avranno il loro corso". Il ministro degli Esteri ha poi rassicurato l'Iran: "Non deve preoccuparsi - ha detto - i diritti dei detenuti e degli inquisiti saranno rispettati". Frattini ha respinto l'accusa rivolta da Teheran all'Italia di eseguire gli ordini di Israele: "Noi eseguiamo gli ordini della legge, i magistrati hanno 'eseguito' le loro prove e compiuto gli arresti, ne prendiamo stato".
"L'ambasciatore italiano è stato convocato ieri sera dal ministero degli Esteri per spiegare le ragioni degli arresti", ha detto il portavoce del ministro degli Esteri Ramin Mehmanparast. "Le notizie pubblicate sugli arresti rivelano un nuovo gioco che mira a creare confusione e ambiguità", ha aggiunto.
Cinque italiani e due iraniani sospettati di essere due agenti segreti sono stati arrestati due giorni fa nell'ambito di una inchiesta milanese con l'accusa di traffico illecito di armi e per non aver rispettato l'embargo verso l'Iran. Durante l'operazione sono stati sequestrati proiettili esplosivi e puntatori ottici di precisione. Gli arrestati, secondo gli investigatori, sono membri di una organizzazione che faceva arrivare armi in Iran anche dalla Romania, Gran Bretagna, Germania e Svizzera. Per la stessa inchiesta sono stati emessi altri sette mandati d'arresto, due diretti ad altri due iraniani, che si trovano attualmente in Iran, secondo quanto spiegato dal procuratore antiterrorismo Armando Spataro, e cinque nei confronti di cinque italiani nei confronti dei quali sono stati invece eseguiti.



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