Iran, tornano le proteste. Mano dura del regime
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LA POLIZIA SPARA IN ARIA PER DISPERDERE I MANIFESTANTI - Alta tensione in Iran: la polizia ha sparato lacrimogeni per disperdere i manifestanti
che stavano convergendo verso l'Universita' di Teheran. Nonostante il divieto imposto dal regime, centinaia di sostenitori del leader riformista Mir Hossein Moussavi si sono
radunati in alcune zone della capitale iraniana in occasione dell'anniversario della rivolta studentesca del 1999. Secondo testimoni, e' imponente lo schieramento di forze in tutta la citta': agenti in tenuta anti-sommossa sono posizionati nelle strade che costeggiano l'ateneo, ma anche in piazza Vanak e in piazza Enghelab, una delle zone calde delle proteste post-elettorali. Nel centro di Teheran, si legge in alcuni messaggi inviati su Twitter, vi sarebbero state sospensioni della rete di telefonia mobile. I manifestanti hanno sfidato il divieto delle autorita' iraniane che poche ore prima avevano minacciato dure repressioni contro qualsiasi tipo di manifestazione. "Nessun
permesso di assembramento o sfilata e' stato richiesto ne' consentito", aveva affermato all'agenzia ufficiale Irna il governatore generale di Teheran, Morteza Tamadon, che aveva messo in guardia: "Se qualcuno intende compiere azioni antirivoluzionarie e contrarie alla sicurezza rispondendo agli appelli di emittenti antirivoluzionarie, sara' schiacciato sotto i piedi del nostro popolo, che e' in allerta". Sulla stessa linea il capo della polizia della capitale, Ismail Ahmadi Moghadan.
I BLOGGER PARLANO DI 3 FERITI - Vi sarebbero almeno tre feriti negli
scontri in corso a Teheran tra milizie basiji filo-governative e manifestanti. Lo hanno riferito alcuni blogger su Twitter, il servizio utilizzato dai dimostranti iraniani per diffondere sulla rete le notizie della protesta. Nonostante il divieto imposto dal regime, centinaia di persone sono scese in piazza a Teheran e in altre citta' del Paese in occasione del decimo anniversario della rivolta studentesca del 1999. Un'occasione
per i sostenitori di Mir Hossein Moussavi di tornare in piazza per manifestare contro i presunti brogli elettorali che avrebbero portato alla vittoria di Mahmoud Ahmadinejad.
Le maggiori tensioni tra forze di sicurezza e dimostranti si sono verificate nei pressi dell'universita' di Teheran e di piazza Azadi, dove tre manifestanti sarebbero stati feriti da colpi d'arma da fuoco sparati dalle milizie basiji. Spari in aria sono stati confermati da testimoni all'agenzia di stampa Reuters. Vi sarebbero scontri anche in altre zone della capitale iraniana, da piazza Vanak fino a piazza Vali Asr, mentre nei
quartieri centrali di Teheran vi sarebbe un black-out delle linee di telefonia mobile. Altri messaggi, pubblicati su Twitter, parlano di cariche della polizia in altre citta' del
Paese come Isfahan e Shiraz. Le notizie 'postate' dei blogger non sono confermate da fonti indipendenti poiche' i pochi giornalisti stranieri presenti nel Paese sono limitati negli spostamenti ed e' impedito loro di raccontare le proteste.
TUTTO E' COMINCIATO NEL 1999 - La rivolta era iniziata come una pacifica manifestazione studentesca l'8 luglio del 1999 per la chiusura di un giornale riformista, Salam. La sera i miliziani di Ansar-e-Hezbollah fecero irruzione nei dormitori uccidendo uno studente e dando il via alla piu' vasto movimento di ribellione durato sei giorni in cui vennero uccise altre tre persone e almeno 200 rimasero ferite. Il movimento, come quello che anima le protesta di questi giorni contro le presidenziali del 12 giugno che hanno riconfermato Mahmoud Ahmadinejad, era formato da giovani, la maggioranza della popolazione iraniana. Allora i manifestanti confidarono nell'appoggio del timido presidente riformista Mohamad Khatami che pero' cedette alle pressioni della Guida Suprema Ali Khamenei e abbandono' i giovani al loro destino.



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