Iran/ E ora il regime minaccia i blogger

Giovedì, 18 giugno 2009 - 08:00:00


I giocatori della nazionale di calcio iraniana indossano al polso una fascetta verde, il colore del candidato moderato alle presidenziali in Iran Mir Hossein Mousavi.

L'Iran è a caccia di un'arma
atomica
per conquistarsi la fama di potenza nucleare a
acquisire peso nella regione. A dirlo e' il direttore generale
dell'Aiea, Mohammed ElBaradei, che in un'intervista alla Bbc ha puntato senza esitazioni il dito contro le ambizioni di Teheran.

L'ANALISI/ La "terza rivoluzione" iraniana

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Dopo aver confinato i giornalisti stranieri negli alberghi, il nuovo obiettivo dei Guardiani della rivoluzione sono i blogger. Per il regime la minaccia corre sul web e per impedire che su Internet circolino immagini e racconti di quello che accade nelle piazze hanno minacciato chi si sierve di blog e social network per diffondere le informazioni. I Guardiani, corpo d'elite che risponde direttamente al leader supremo Alì Khamenei, hanno avvertito che è necessario rimuovere qualunque materiale che "crei tensione" o prepararsi ad "affrontare conseguenze legali". Si tratta dell prima presa di posizione dei Guardiani dalle contestate elezioni presidenziali di venerdi' scorso. I blog, ma anche i social network Facebook e Twitter sono stati vitali per l'opposizione iraniana per informare il mondo sugli avvenimenti.

CHI CREA DISORDINI RISCHIA LA PENA DI MORTE. Rischia la pena di morte chi crea disordini in Iran. E' l'avvertimento lanciato dal procuratore della Repubblica di Ishafan Mohmad Reza Habibi, citato dall'agenzia "Fars". Il magistrato ha affermato che gli incidenti possono essere considerate "attivita' criminali" contro la sicurezza dello Stato, reato che il codice penale islamico punisce con la morte". "Avvertiamo questi attivisti controllati dall'esterno che attentano alla sicurezza nazionale incitando gli altri a distruggere", ha aggiunto. Habibi ha esortato coloro che hanno causato incidenti a "evitare azioni illegali e tornare ad unirsi alla nazione".


Los Angeles, Parigi, Roma, Milano... le proteste degli iraniani nel mondo
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Morti a Teheran. AFFARI PUBBLICA LE FOTO MAI VISTE
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MEDIA NEL MIRINO. Il ministero degli Esteri iraniano ha attaccato i media stranieri, accusandoli di aver fatto, con i loro reportage, da "megafono dei rivoltosi" che hanno infangato l'immagine del Paese, dopo le contestate elezioni presidenziali di venerdì scorso. Sulle elezioni è intervento anche il presidente iraniano, Ahmadinejad e ha detto che la sua rielezione e' stata la prova della fiducia del popolo nei suoi precedenti 4 anni di governo. "Il risultato elettorale ha confermato il lavoro del nono governo, che e' stato basato sull'onesta' e il servizio al popolo", ha detto il presidente, in un comunicato diffuso dall'agenzia Irna.


Si infiamma la protesta in Iran.
AFFARITALIANI.IT MOSTRA LE IMMAGINI CENSURATE DAL REGIME (da teheranlive.org)
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OGGI GIORNATA DI LUTTO PER I MORTI, SABATO LA MARCIA. Intanto Mir Hossein Moussavi, il candidato uscito sconfitto dalle elezioni presidenziali di venerdì scorso in Iran, ha chiesto ai suoi sostenitori di onorare una giornata di lutto giovedi' in ricordo dei manifestanti rimasti uccisi nelle proteste, lunedi' scorso. "Come sapete negli ultimi giorni, in seguito alla repressione illegale e violenta nei confronti di chi criticava i risultati delle elezioni presidenziali, alcuni nostri compatrioti hanno subito il martirio o il ferimento", ha detto Moussavi con un comunicato firmato e apposto sul suo sito web Ghulam News. "Offro la mia comprensione alle famiglie e chiedo a tutti di mostrare il loro cordogliooggi pomeriggio in ogni modo possibile, raccogliendosi nelle moschee o in marce pacifiche, indossando segni di cordoglio". Moussavi ha preannunciato che "ovviamente" prenderà parte alla giornata di lutto, e ha chiesto agli iraniani di indossare abiti neri e anche oggi sono previste
riunioni in strada dei suoi sostenitori, la prima davanti alla sede delle Nazioni Unite, la seconda nei pressi del gran bazar, nella parte sud della citta'. Intanto l'Associazione dei religiosi combattenti, che riunisce l'Associazione del clero riformatore, ha chiesto l'autorizzazione per organizzare sabato una grande marcia con l'intervento del candidato uscito sconfitto dalle elezioni presidenziali in Iran. Mir Hossein Mussavi, ed il suo principale sostenitore, l'ex-presidente riformatore Mohammad Khatami, hanno chiesto al capo dell'apparato giudiziario la scarcerazione di tutte le persone arrestate. Lo hanno fatto con una lettera in cui hanno denunciato anche violenze e provocazioni contro manifestazioni pacifiche.


Le proteste dopo il voto
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I VIDEO MAI VISTI DELLE PROTESTE

Manifestazione di protesta a Teheran registrata con il telefonino

 

La polizia carica sulle manifestanti

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