Su Affaritaliani.it la testimonianza di Karimi Davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Di Karimi Davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
NIPOTE DI MOUSSAVI TRA LE VITTIME DI OGGI DI TEHERAN. APPELLO URGENTE PER SALVARE LA VITA DELLE PERSONE ARRESTATE.
domenica 27 dicembre 2009
Il bilancio delle vittime delle manifestazioni di oggi è pari a 10 persone tra cui si nota anche il nipote dell'ex presidente della repubblica islamica Mohammad Khatami. Almeno 2000 il numero dei feriti. 10.000 le persone arrestate e portate nei siti segreti. I passdaran hanno circondato alcuni grandi ospedali cercando di portare via i feriti. I cittadini di Teheran si sono radunati attorno agli ospedali per evitare il trasferimento dei feriti da parte dei Passdaran
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia esprime le sue condoglianze e vicinanze ai familiari delle vittime della repressione delle manifestazioni di stamattina di Teheran e chiede all'Onu, all'Europa, all'America, ai partiti e alle personalità italiani di condannare l'uso della violenza contro gli inermi manifestanti e di intervenire urgentemente per salvare la vita delle persone arrestate dalle forze di sicurezza del regime iraniano. Secondo le informazioni giunte all'Associazione in molti casi i passdaran investivano la folla con le loro pesanti vetture. In un solo caso tre giovani sono stati uccisi sul colpo e altri tre sono rimasti gravemente feriti. Gli ospedali di Teheran tra cui Sina e Hezartakhtekhabi sono pieni di feriti e circondati dai Passdaran che si accingono ad entrarvi per portare via i feriti. Numerosi feriti dopo la medicazione hanno abbandonato gli ospedali nel timore dell'arresto da parte delle forze di sicurezza. Secondo le stesse informazioni, numerosi feriti sono stati medicati e sottoposti agli urgenti interventi chirurgici nelle case private rischiando seriamente la vita.
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* articolo scritto domenica (27/12/2009) mattina
Secondo le informazioni appena arrivatemi dalla piazza Imam Hossein, le forze di sicurezza hanno attaccato coi manganelli e con spari in aria, la folla che partecipa alle celebrazioni religiose di Ashura (il giorno del martirio del secondo imam del sciismo, appunto Imam Hossein). La gente risponde con altrettanta violenza, gridando Morte a Khamenei, morte al dittatore attaccando le forze di polizia. La gente cerca di raggiungere la piazza Enghelab (rivoluzione), dove è previsto l'arrivo di almeno due milioni di persone. Secondo queste informazioni, tutte le strade principali di Teheran hanno lo stesso colore della piazza Imam Hossein, partecipazioni di massa e la voglia di gridare Morte a Khamenei. La gente è fuori di casa e cerca di raggiungere gli innumerevoli cortei che si sono avviati verso il centro di Teheran. Da varie parti di Teheran si sono costituiti dei cortei spontanei avviandosi verso la piazza della libertà e piazza Enghelab.
Per oggi si prevede una pagina gloriosa della partecipazione popolare contro il regime dei mullah. Secondo la tv della resistenza iraniana, tutte le città iraniane vivono in una situazione di esplosione e di guerriglia: Isfahan, Arak, Shiraz, Kirman, Hamadan ecc... Le forze di sicurezza sono in massima allerta e la gente è in altrettanta volontà di scendere in piazza e di sfidare il regime della violenza. Nonostante vari appelli delle massime autorità del regime la gente sta scendendo in massa per celebrare la giornata di Ashura gridando Morte al dittatore, morte a Khamenei.



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