Guerra civile in Iran

Lunedì, 28 dicembre 2009 - 10:50:00


Su Affaritaliani.it la testimonianza di Karimi Davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

Iran, piovono pietre - L'analisi di Antonello Sacchetti

Il regime iraniano ha ammesso che la repressione di domenica è stata durissima: sono oltre 15 i morti negli scontri tra dimostranti e polizia, secondo il bilancio della tv di Stato. E intanto lunedì l'opposizione è di nuovo scesa in piazza, a Teheran: la polizia ha usato contro i manifestanti gas lacrimogeni. E continuano anche gli arresti eccellenti, tra cui quello del più stretto collaboratore del leader dell'opposizione Mir Moussavi.

Nella zona occidentale della capitale - secondo quanto riferito da un sito dell'opposizione - la polizia è già intervenuta utilizzando gas lacrimogeni per disperdere la folla. Agenti degli apparati di sicurezza hanno fatto irruzione nella Fondazione Baran dell'ex presidente riformista Mohammad Khatami.

Secondo la tv di Stato, "oltre quindici persone sono state uccise durante i disordini" di domenica: la fonte è il ministero dell'Intelligence. Tra i morti, "più di dieci appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari" e "cinque a gruppi terroristici".

Sono sette gli attivisti anti-governativi arrestati: lo dicono i siti internet dell'opposizione iraniana. Tra loro Ali Riza Beheshti, il più stretto collaboratore del leader dell'opposizione Mir Moussavi, editore del quotidiano Kalemeh; e l'ex ministro degli Esteri Ibrahim Yazdi, dirigente del Movimento per la liberazione dell'Iran (Mli, liberale), un'organizzazione dissidente in teoria messa al bando, ma praticamente tollerata. Ha più di 70 anni.

Il corpo di Seyed Ali Moussavi, il nipote del leader dell'opposizione che è stato ucciso ieri durante le proteste di Teheran, è stato portato via dall'ospedale e sarebbe scomparso. Lo ha reso noto il fratello al sito web Parlemannews. La polizia ha fatto sapere di aver aperto un'indagine, ma crescono i timori che il corpo sia stato trafugato per impedire l'autopsia che potrebbe confermare la responsabilità dell'omicidio delle forze di sicurezza. Disattivato il servizio sms da lunedì mattina, a Teheran. Lo riferisce il sito Rahesabz, aggiungendo che anche il servizio Messenger di Yahoo non è più attivo.



Gli scontri in Iran
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Il Canada ha parlato di "violenza brutale" impiegata dalle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti dell'opposizione e ha chiesto a Teheran di rispettare i diritti umani. Gli Usa "condannano fermamente" queste violenze, ha dichiarato in un comunicato Mike Hammer, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale. Il cancelliere tedesco Angela Merkel giudica "inaccettabile" l'intervento delle forze di sicurezza contro i manifestanti.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si augura che "la comunità internazionale e l'Unione europea si facciano carico delle risposte da fornire ai tanti iraniani che scendono in piazza e mettono a rischio la propria vita per esprimere un desiderio di libertà". Una rivendicazione "che nessuna valutazione all'insegna della realpolitik può lasciare inascoltata". Il ministro della Cultura Sandro Bondi propone una mozione parlamentare bipartisan contro le violenze.

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