L'IRAN DICHIARA GUERRA AGLI USA
In questo clima, dopo la reciproca espulsione di alcuni diplomatici, l'Iran "sta studiando" la possibilità di ridurre il livello delle relazioni diplomatiche con la Gran Bretagna, le cui autorità sono accusate da Teheran di aver avuto un ruolo nelle proteste e nei disordini seguiti al voto. Ma i rapporti sono tesi anche con gli Usa. Tanto che è stato cancellato l'invito ai diplomatici iraniani a partecipare alle celebrazioni del 4 Luglio alla Casa Bianca.
Dopo aver sostenuto per giorni che le foto e i filmati erano fabbricati ad arte, per la prima volta la polizia iraniana ha ammesso che è stata effettivamente uccisa da un proiettile Neda Agha-Soltan, la giovane divenuta, dopo la morte, simbolo della protesta. Secondo alcuni testimoni, ad aprire il fuoco sulla folla sarebbe stato un uomo non ancora identificato, ma non un agente delle forze di sicurezza.
Il premio Nobel Shirin Ebadi, l'iraniana che dirige il Centro per la difesa dei diritti umani, una Ong attualmente al bando a Teheran, ha detto in un'intervista alla tv satellitare al-Jazira di essere pronta a "rappresentare legalmente" la famiglia di Neda Agha Soltan.
Uso improprio di fondi pubblici, nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, schede senza numero di serie, troppi timbri in circolazione, rappresentanti di lista dell'opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti. Queste le accuse contenute in un comunicato di tre pagine pubblicato sul sito di Moussavi. Nel testo, il "Comitato per la protezione dei voti" chiede la creazione di una "commissione", "accettabile per tutte le parti in causa", che operi "per esaminare tutta la procedura elettorale". Il documento denuncia "l'utilizzo su larga scala di mezzi del governo in favore del proprio candidato", il presidente Ahmadinejad.
Il ministro Mottaki ha confermato che non parteciperà alla riunione allargata dei ministri degli Esteri del G8 a Trieste su Afghanistan e Pakistan. L'assenza era stata annunciata lunedì dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Che a proposito delle cronache giunte nel pomeriggio dalla capitale iraniana, ha commentato: "Notizie orribili, è un problema per la comunità internazionale".
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato la situazione iraniana affermando che: "Credo che non ci possa essere alcuna motivazione di real politik o di carattere economico tale da impedire alle coscienze di esprimere il loro sdegno per quello che sta accadendo in Iran".



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