Repressione a Teheran, arrestato Jafar Panahi
Non si arresta la morsa del regime iraniano sugli artisti e gli intellettuali dissidenti. L'ultimo a farne le spese è il regista Jafar Panahi, autore di 'Il Cerchio' (con il quale nel 2000 vinse il Leone d'oro a Venezia) e 'Oro rosso', arrestato a Teheran insieme con la moglie e la figlia. A darne notizia è stato il figlio, Panah Panahi, che ha raccontato al sito dell'opposizione 'Rahesabz' che alcuni agenti in borghese hanno fatto irruzione nell'abitazione del regista, noto sostenitore dell'opposizione al regime, alle 10 di sera. La polizia ha portato via anche 15 ospiti che in quel momento si trovavano in casa del regista. 
Jafar Panahi
Già l'estate scorsa Panahi era stato fermato dopo aver partecipato alla commemorazione per Neda Agha Soltan, la giovane uccisa durante le manifestazioni seguite elle contestate elezioni di giugno. In febbraio gli era stato vietato di lasciare il Paese per partecipare alla Berlinale.
STOP DELLA CINA ALLE SANZIONI - C'è ancora spazio per il negoziato sul nucleare iraniano. Ne è convinta la Cina che ha lanciato un appello a prolungare i colloqui con Teheran dopo che da Mosca il presidente russo Dmitry Medvedev si era detto pronto a dire sì a nuove sanzioni.
"Chiediamo una soluzione della questione nucleare cinese per vie diplomatiche", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang, "crediamo che le parti coinvolte dovrebbero potenziare lo sforzo diplomatico e premere per portare avanti il dialogo e il negoziato".
Pechino, che ha grossi interessi nel settore petrolifero iraniano, si è finora rifiutata di dare luce verde all'inasprimento delle sanzioni e oggi è l'unica a restare un passo indietro dopo che al termine dei colloqui che Medvedev ha avuto a Parigi con Nicolas Sarkozy, anche Mosca si è detta disponibile all'ipotesi di ricorrere a nuove sanzioni, seppure come estrema ratio.



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