Iran e Stati Uniti tensione alle stelle
All'indomani della nuova minaccia iraniana di chiudere lo stretto di Hormuz, il collo di bottiglia tra Oman e Iran da cui passa oltre un terzo delle petroliere di tutto il mondo, gli Stati Uniti avvertono Teheran che "non saranno tollerate interferenze con il passaggio delle navi". Washington alza la voce forte della presenza nel golfo della V flota in Barhein. A conferma che gli Usa on intendono accettare il blocco di Hormuz la portaerei a propulsione nucleare 'USS John Stennis' e l'incrociatore lanciamissili 'USS Mobile Bay' si apprestano ad attraversare i 54 km del braccio di mare per raggiungere il Mare Arabico. Per il Pentagono si tratta di uno spostamento "programmato da tempo". Cio' portera' comunque le due unita' da guerra americane a incrociare - troppo da vicino - la flotta iraniana che dal 24 dicembre sta effettuando esercitazioni navali nella zona. Ieri, proprio a simulare un eventuale blocco dello stretto, aerei iraniani avevano sparso mine anti-nave da addestramento nelle acque di Hormuz. Sempre ieri era stato il controverso vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Rahimi (pizzicato a rivendicare un falsa laurea ad Oxford), aveva minacciato una chiusura dello stretto in caso di sanzioni internazionali contro le esportazioni petrolifere dell'Iran, quinto Paese al mondo produttore di greggio. Sanzioni che gli Usa e l'Ue intendono adottare in risposta al programma nucleare di Teheran, che, secondo il rapporto dell'8 dicembre dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ha elementi per realizzare un ordigno atomico. Oggi e' stato il capo della marina degli ayatollah, l'ammiraglio Habibollah Sayari, ha sostenere che tecnicamente chiudere al traffico marittimo lo stretto di Hormuz sarebbe "piu' facile che bere un bicchier d'acqua" per l'Iran, se le autorita' di Teheran lo ritenessero necessario. "Per ora pero' - ha aggiunto Sayari - non abbiamo bisogno di farlo, dal momento che abbiamo il Golfo di Oman sotto controllo, e possiamo controllare il transito".
LO STRETTO DI HORMUZ E GLI ALTRI CROCEVIA DEL PETROLIO - Lo stretto di Hormuz, porta di accesso al Golfo Persico, e' il piu' importante crocevia del greggio del mondo. Attraverso i 54 chilometri di mare che dividono l'Oman e l'Iran passano ogni giorno 17 milioni di barili di greggio. Si tratta del 40% del traffico marittimo petrolifero, pari a 43 milioni di barili al giorno, poco piu' della meta' degli 85 milioni di barili estratti quotidianamente nel mondo. In realta' le petroliere che attraversano lo stretto sono obbligate a percorrere due corridoi di poco piu' di 3 chilometri separati da un altro della medesima larghezza. Hormuz non e' l'unico crocevia strategico ('chokepoint'):
- STRETTO DI MALACCA: situato tra Indonesia e Malaysia e Singapore, e' la rotta piu' breve tra i Paesi produttori del Golfo e gli i grandi consumatori asiatici, in primis Cina, Giappone e Corea del Sud, assetati di greggio. Nei tre chilometri del punto piu' stretto passano 15 milioni di barili al giorno.
- CANALE DI SUEZ: opera' del genio e dell'audacia ottocentesca del francese Ferdinand de Lesseps il canale e' largo appena trecento metri e collega il Mar Rosso al Mediterraneo, destinazione principale dei 4,5 milioni di barili che quotidianamente percorrono i suoi 163 chilometri.
- BAB EL-MANDEB: e' il 'chokepoint' meno conosciuto anche se negli appena 30 chilometri che separano il Corno d'Africa e la penisola Arabica passano 3,3 milioni di barili di greggio provenienti dal Golfo Persico diretti verso l'Europa e gli Usa.
- BOSFORO e DARDANELLI: via d'accesso al petrolio russo e a quello proveniente dal Caspio i due stretti separano l'Europa dall'Asia. Nel punto piu' stretto il primo e' appena 700 metri mentre il secondo raggiunge i 1.250 metri. Le petroliere che fanno la spola tra il mar di Nero e il Mediterraneo trasportano ogni giorno 2,4 milioni di barili di greggio.
- CANALE DI PANAMA: frutto della tenacia degli Usa, dove i francesi avevano fallita, il canale di cui sono in corso lavori di ammodernamento, e' lungo poco piu' di 81 chilometri e ha una larghezza minima di 10 metri. Con i soli 500.000 barili di greggio trasportati rappresenta il crocevia meno importante, ma solo per il petrolio.


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