Intercettazioni/ Dietrofront del governo
Le ultime modifiche alla legge sulle intercettazioni produrranno un apparato normativo che "lascera' pressappoco la situazione com'è adesso, ovvero non lascerà agli italiani la liberta' di parlare al telefono". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato le modifiche al ddl in commissione giustizia alla Camera dei Deputati. "L'Italia - ha aggiunto - non sarà un Paese davvero civile come per esempio la democraticissima Inghilterra dove le intercettazioni telefoniche non possono essere portate come prova nei processi ne' dall'accusa ne' dalla difesa. Qui da noi e' uno scandalo assoluto: il privato senza aver commesso nessun reato puo' venire registrato e vedere le conversazioni finire sui giornali. Con un senso completamente diverso perche' basta cambiare una frase". Secondo Berlusconi "la battaglia sulle intercettazioni porta fuori il difetto della nostra democrazia", una democrazia "costruita con un'architettura costituzionale non in grado di produrre invterventi di ammodernamento e democratizzazione".
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Nessun rinvio a settembre: la maggioranza sara' pronta a portare in Aula alla Camera il provvedimento sulle intercettazioni, come previsto, per il 29 luglio. Lo afferma il capogruppo Pdl in commissione Giustizia a Montecitorio, Enrico Costa. "L'emendamento del governo - spiega Costa - è un emendamento di sintesi ed e' un tassello che completa il percorso. Domattina scadono i termini per i subemendamenti e poi si comincerà a votare in commissione per essere pronti per il 29 luglio. Non ci sara' alcun rinvio".
CADE IL BAVAGLIO. "L'obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza". E' quanto e' scritto nelle motivazioni che accompagnano l'emendamento presentato dal sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, al ddl intercettazioni. Dunque, le intercettazioni sono pubblicabili se ne viene valutata la rilevanza. Rilevanza che, prevede l'emendamento, puo' essere stabilita dalla cosiddetta 'udienza filtro' durante la fase delle indagini preliminari, oppure puo' essere valutata dal giudice o dal Pm in caso sia necessaria una ordinanza cautelare o altre ordinanze di ispezione, come ad esempio un decreto di perquisizione.
POLEMICA SU CALIENDO. "Amarezza" per la "strumentalizzazione" da parte del Pd nei confronti "di un gentiluomo come Caliendo". La maggioranza difende dagli attacchi dell'opposizione il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. Il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, replica duramente alle parole del capogruppo del Pd, Donatella Ferranti, che a inizio dei lavori della commissione aveva lamentato la "inopportunita' politica" a che Caliendo seguisse i lavori del ddl sulle intercettazione per il Governo. Costa riferisce della "amarezza" per questa "strumentalizzazione. Ferranti ha fatto un passo falso".
MOZIONE DI SFIDUCIA DELL'IDV. L'Idv ha presentato una mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo sia al Senato sia alla Camera. Lo rende noto il Presidente dei senatori Idv, Felice Belisario, al termine della Conferenza dei capigruppo. "Ci auguriamo - dice Belisario - che sulla mozione di sfiducia ci sia la convergenza complessiva dell'opposizione. Io, al posto di Caliendo, mi sarei gia' dimesso". L'Idv ha chiesto al Presidente del Senato Schifani di fissare una data per la discussione della mozione.


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